Il M5S di Silvi attacca FdI: "Scelga tra dignità e potere"

I pentastellati tornano sulla vicenda che ha coinvolto la vicesindaca Di Marco. I dettagli nell'articolo

Il M5S di Silvi attacca FdI: "Scelga tra dignità e potere"

«La solidarietà non può diventare un esercizio di retorica, né la condanna della violenza può essere separata dalle responsabilità politiche». È questo il cuore della dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle di Silvi, che interviene sulla vicenda che ha visto protagonista la vicesindaca Luciana Di Marco e sulle conseguenze politiche che ne sono seguite all'interno della maggioranza.

«Abbiamo espresso con profonda partecipazione e convinzione la nostra solidarietà alla vicesindaca Luciana Di Marco per il grave episodio di cui è stata vittima – dichiara Simona Astolfi – Abbiamo ascoltato con rispetto le sue parole, cariche di emozione e sofferenza, quando ha dichiarato di voler parlare anche a nome di tutte quelle donne che non hanno voce, che subiscono violenze e che troppo spesso non trovano il coraggio o la possibilità di parlarne».

Parole importanti, sottolinea il M5S, che però non possono rimanere soltanto parole. «Perché è proprio quando si spengono i riflettori e si esauriscono le dichiarazioni di solidarietà che si misura la credibilità di chi sostiene di voler difendere la dignità delle donne». Ed è qui, secondo i pentastellati, che emerge «una contraddizione politica e morale che non possiamo ignorare».

Fratelli d'Italia, il partito della stessa vicesindaca, ha infatti scelto di confermare la propria fiducia al sindaco Andrea Scordella e di garantire la prosecuzione di un'esperienza amministrativa che, secondo il M5S, «ha mostrato proprio in questa vicenda tutta la propria inadeguatezza».

I pentastellati ricostruiscono le tappe di una questione particolarmente delicata, oggetto di profonde divisioni nella stessa maggioranza, con alcune forze politiche contrarie persino a portare l'argomento al voto del Consiglio comunale. In questo contesto, sostengono, il sindaco «non ha saputo esercitare quel ruolo di mediazione, responsabilità e autorevolezza che la sua funzione avrebbe imposto». E quando quelle tensioni sono sfociate in un episodio gravissimo ai danni della sua vicesindaca, «non abbiamo visto quella presa di posizione netta e inequivocabile che ci saremmo aspettati da un primo cittadino».

Tanto più – aggiunge il M5S – da un sindaco che, per la sua formazione professionale, «dovrebbe possedere competenze ed esperienza tali da saper cogliere i segnali di un'escalation delle tensioni, intuire il rischio che possano degenerare e intervenire per prevenire episodi di questo genere», senza dimenticare «i doveri istituzionali connessi alla funzione di pubblico ufficiale, che non possono certo essere considerati un dettaglio trascurabile».

Da qui la domanda politica centrale: «Ci chiediamo allora quale valore abbia condannare pubblicamente un gesto violento se poi, sul piano politico, non si ha il coraggio di trarne alcuna conseguenza». E ancora: «Come può Fratelli d'Italia rivendicare la difesa della dignità delle donne e, contemporaneamente, rinnovare la fiducia a un'amministrazione che non ha saputo tutelare neppure una propria rappresentante istituzionale? Come può accettare che tutto si risolva in una ricomposizione degli equilibri di maggioranza, quasi che quanto accaduto fosse soltanto un incidente di percorso?».

Il M5S non risparmia la critica alla modalità con cui, a suo avviso, si tende a liquidare la vicenda: «Non si può chiedere alle donne di trovare il coraggio di alzare la voce contro la violenza e poi non trovare, nelle sedi politiche, il coraggio di compiere scelte coerenti con quelle stesse parole». A Luciana Di Marco i pentastellati confermano «la nostra solidarietà sincera», ma proprio per il rispetto dovuto a lei e a tutte le donne alle quali ha voluto dare voce, ritengono che «questa vicenda non possa chiudersi con un accordo politico che consenta a tutti di tornare al proprio posto, come se nulla fosse accaduto».

L'affondo finale è diretto: «Se il sindaco Scordella non ha neppure la decenza istituzionale di rassegnare le proprie dimissioni, siano i consiglieri comunali e gli assessori di Fratelli d'Italia a trovare finalmente il coraggio di dimostrare da che parte stanno. Dalla parte della dignità, della coerenza e del coraggio, oppure dalla parte del "volemose bene", del "non è successo niente", degli equilibri di potere da salvaguardare a ogni costo?».

«Fratelli d'Italia scelga da che parte stare – conclude il Movimento 5 Stelle di Silvi – E abbia almeno il coraggio di farlo con i fatti, non con le parole. Perché Silvi non può essere condannata a sopportare ancora questa straziante esperienza amministrativa soltanto per tenere in piedi una maggioranza che ha ormai smarrito ogni credibilità politica e istituzionale».