“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Fusione, Spoltore chiede certezze alla Regione sul referendum bis: "Tempi certi e garanzie"
Il consiglio comunale approva la mozione: "Nel 2014 il corpo elettorale votò al buio, senza un quadro organizzativo ed economico definito". Contrari Ranghelli e Della Torre
Spoltore chiede alla Regione Abruzzo certezze sul referendum per confermare la fusione con Montesilvano e Pescara: tempi certi e, soprattutto, garanzie sulla possibilità di indizione della nuova consultazione. È quanto si legge nella mozione approvata giovedì sera dal consiglio comunale, con la quale si sollecita l'ente regionale a fare chiarezza sul percorso.
Nel testo del documento si sottolinea che nel 2014 "il corpo elettorale si trovò a esprimersi su un progetto di fusione non ancora accompagnato da un compiuto quadro organizzativo ed economico-finanziario del nuovo ente, né da una dettagliata definizione delle modalità di riorganizzazione dei principali servizi comunali (trasporti, gestione dei rifiuti, polizia locale, servizi tributari), configurando nei fatti un 'voto al buio', espresso in assenza di elementi conoscitivi fondamentali per valutare le concrete conseguenze della fusione".
Viene ovviamente rimarcato anche il tempo trascorso, più di 10 anni, e l'amministrazione ha più volte indicato tra i difetti del processo il mutato contesto politico e sociale dall'epoca della consultazione che vide prevalere il sì alla fusione.
La sindaca Chiara Trulli ha descritto il voto del consiglio come "un passaggio significativo e doveroso": serve "chiarezza rispetto alla possibilità di un'indizione di nuovo referendum a 12 anni di distanza, come noi avevamo peraltro proposto pochi mesi fa, e tornare così a coinvolgere le popolazioni. Noi sollecitiamo la Regione a dare seguito a quella volontà in un arco ragionevole di tempo. Vogliamo sapere se e quando si svolgerà questo referendum, e suggeriamo la concomitanza con le prossime elezioni".
Nel testo della mozione, oltre a sottolineare l'identitaria questione del nome (che da «Nuova Pescara», come indicato nel quesito sottoposto allora ai cittadini, è diventato «Pescara» nelle più recenti disposizioni regionali), si richiama "l'esperienza delle gestioni associate dei servizi comunali" che "avrebbe inoltre consentito di acquisire ulteriori elementi utili per valutare concretamente vantaggi e criticità del processo di fusione".
Contrari al documento soltanto i consiglieri di minoranza Agnese Ranghelli e Marco Della Torre: "In coerenza con il mio pensiero" ha detto Ranghelli in aula, che nel 2014 aveva votato a favore della fusione, "e rispetto alle motivazioni in questa mozione che trovo molto deboli". Della Torre, assente al consiglio, è stato invece l'unico consigliere, oltre a Ranghelli, a non sottoscrivere la richiesta di mettere la mozione all'ordine del giorno.




