Ferrante: "Prima di parlare di negozi italiani o umani, facciamo in modo che siano accessibili"

A Pescara il 70% dei negozi ha barriere architettoniche. Carrozzine Determinate: basta slogan, si costituisca subito un tavolo tecnico permanente e una giornata di sensibilizzazione

Ferrante: "Prima di parlare di negozi italiani o umani, facciamo in modo che siano accessibili"

Mentre il dibattito politico si infiamma attorno alle definizioni di «Negozio Italiano» e «Negozio Umano», a Pescara c'è una domanda molto più semplice e scomoda che nessuno ha il coraggio di porre: di cosa stiamo parlando, se una persona con disabilità non riesce nemmeno a entrare in un negozio?

È la denuncia dell'associazione Carrozzine Determinate, che con il presidente Claudio Ferrante attacca senza mezzi termini la demagogia degli slogan e riporta al centro la realtà concreta dei diritti negati. «Impedire a una persona con disabilità di entrare in un negozio significa negarle un diritto, limitarne la libertà, lederne la dignità e creare discriminazione», si legge nel comunicato.

L'associazione denuncia da tempo la diffusione delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali. Non esiste un censimento ufficiale, ma sulla base delle osservazioni sul campo la stima è drammatica: circa il 70% dei negozi risulterebbe inaccessibile. Un dato che, secondo Carrozzine Determinate, dimostra quanto la cultura dell'accessibilità universale sia ancora lontana dalla politica e dalla società, troppo impegnata a discutere di definizioni e principi dimenticando i diritti concreti delle persone.

«Una persona in carrozzina non deve essere costretta a telefonare prima di uscire, a chiedere aiuto, a farsi prendere in braccio per superare un gradino o, peggio ancora, a rinunciare a entrare – sottolinea Ferrante –. Non deve sentirsi un problema da gestire, ma una cittadina o un cittadino con gli stessi diritti di chiunque altro».

Da qui la richiesta rivolta alle associazioni di categoria – CNA, Confesercenti e Confartigianato, che hanno giustamente criticato l'iniziativa del «Negozio Italiano» – e a tutte le realtà interessate: promuovere un tavolo tecnico permanente denominato «NEGOZIO ACCESSIBILE A OGNI ESSERE UMANO!», con l'obiettivo di sensibilizzare, individuare le criticità e intervenire concretamente per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali, per il passato e per il futuro.

L'associazione chiede che il tavolo venga costituito immediatamente e che si organizzi fin da subito una giornata di sensibilizzazione con una passeggiata empatica dedicata all'accessibilità commerciale: un'occasione concreta per mettersi in carrozzina e verificare direttamente, da parte di ciascun commerciante, l'accessibilità del proprio negozio, provando in prima persona ostacoli che altrimenti si continua a ignorare.

«E allora diciamolo senza ipocrisie – conclude Ferrante –: prima di parlare di negozi italiani o umani, facciamo in modo che siano accessibili».