Dissesto a Chieti, Legnini va dal Ministro per sbloccare il Dpcm

Il sindaco ha incontrato Musumeci: «Comune e Struttura commissariale sono fermi senza le risorse e il provvedimento attuativo»

Dissesto a Chieti, Legnini va dal Ministro per sbloccare il Dpcm

Sbloccare le risorse e rendere finalmente operativa la fase della ricostruzione. È questa la richiesta avanzata dal sindaco di Chieti Giovanni Legnini durante l’incontro avuto ieri a Roma con il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. Al centro del confronto la situazione di dissesto idrogeologico che interessa la città, con particolare riferimento al quartiere Santa Maria. Il ministro Musumeci ha assicurato l’attenzione del Governo sulla vicenda e la disponibilità ad attivarsi per completare i passaggi ancora necessari. Dell’esito dell’incontro, il sindaco ha informato anche il presidente della Regione Abruzzo e commissario straordinario alla ricostruzione Marco Marsilio, con l’obiettivo di mantenere attiva la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. «Dal punto di vista formale siamo usciti dalla fase dell’emergenza nell’agosto del 2025 e siamo entrati nella fase della ricostruzione. Ma oggi, a distanza di oltre un anno, questa fase non è ancora concretamente operativa», ha spiegato Legnini. Secondo il primo cittadino, il problema non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse, ma anche la possibilità concreta di utilizzarle. «Senza le somme e senza il provvedimento attuativo necessario, il Comune e la Struttura commissariale sono di fatto bloccati nella possibilità di avviare gli interventi», ha aggiunto. La situazione è legata ai tempi di approvazione del Dpcm necessario a completare il quadro finanziario e operativo previsto dalla legge n. 40 del 18 marzo 2025. Il provvedimento, secondo quanto riferito dal Comune, è fermo dal mese di giugno al concerto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In assenza del Dpcm non è possibile procedere alla piena strutturazione degli uffici, affidare gli incarichi tecnici necessari e avviare le procedure per gli interventi di messa in sicurezza e per le attività di assistenza alla popolazione. «Per passare dall’emergenza alla ricostruzione servono le risorse previste per gli interventi e la possibilità concreta per le amministrazioni di utilizzarle», ha sottolineato Legnini. Parallelamente, il Comune sta lavorando alla predisposizione del Piano degli interventi, la cui scadenza è stata prorogata al 30 settembre. Il documento dovrà definire le opere necessarie e programmare la fase successiva, prima di essere sottoposto all’approvazione del commissario e trasmesso al Dipartimento Casa Italia. Nel frattempo, il Comitato tecnico istituito ai sensi dell’ordinanza commissariale n. 3 sta effettuando ulteriori sopralluoghi per verificare l’evoluzione del movimento franoso e valutare l’eventuale inagibilità di altri fabbricati. Le relazioni conclusive dovrebbero essere consegnate la prossima settimana. Una volta acquisite, il sindaco dovrà assumere le decisioni necessarie sull’eventuale adozione di nuove ordinanze di sgombero per gli edifici considerati a rischio. «Stiamo facendo la nostra parte e completeremo il Piano entro il nuovo termine del 30 settembre. Ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter lavorare e di acquisire il personale necessario», ha concluso Legnini. L’obiettivo, ha ribadito, è superare definitivamente la fase emergenziale e consentire al Comune e alla Struttura commissariale di intervenire per la sicurezza del territorio, la ricostruzione, le delocalizzazioni e il ritorno alla normalità delle famiglie coinvolte.