Di Nardo è un gigante, ma lo "Stirpe" diventa un incubo nel finale. Finisce 2-2 con il Frosinone

Finale amarissimo per i biancazzurri che sono stati ad un passo dall'impresa

Di Nardo è un gigante, ma lo "Stirpe" diventa un incubo nel finale. Finisce 2-2 con il Frosinone

Un match infinito e ricco di colpi di scena: la doppietta di Di Nardo illude il Delfino, ma il rosso ad Altare e il forcing finale dei ciociari regalano un punto d'oro ai padroni di casa. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per come è maturato, ma che conferma la vitalità di un Pescara capace di dominare per lunghi tratti in uno dei campi più difficili della Serie B. Allo Stadio "Benito Stirpe", la sfida valida per la 28ª giornata termina 2-2: al doppio vantaggio firmato da un incontenibile Di Nardo rispondono, nella ripresa, il rigore di Calò e la zampata di Raimondo in pieno recupero.

L'approccio del Pescara è devastante. Pronti, via e dopo soli 120 secondi i biancazzurri sono già avanti: Di Nardo riceve al limite e fulmina Palmisani con un destro secco all'angolino. L'ottavo sigillo stagionale dell'attaccante mette subito in discesa la gara per gli uomini di Gorgone, nonostante l'immediato infortunio di Faraoni (sostituito da Altare al 3'). Il Pescara controlla il campo, Acampora sfiora il raddoppio e Alvini si sbraccia nervoso in panchina. Al 21', però, la cronaca sportiva lascia spazio a quella spiacevole: dal settore ospiti viene lanciato un oggetto che colpisce un componente della panchina pescarese, accompagnato da un fumogeno. Il gioco resta fermo per ben sette minuti. Alla ripresa, il Pescara non perde la bussola. Al 33' arriva il raddoppio: Cittadini cade a terra chiedendo il cambio, la difesa di casa si addormenta e Di Nardo ne approfitta per siglare lo 0-2 con un destro chirurgico. Il VAR convalida tra le proteste ciociare. Nel lunghissimo recupero (9 minuti), il Frosinone accorcia con Calvani, ma il VAR annulla per una spinta su Altare. Saio salva tutto su Zilli e Cagnano rischia l'autogol, ma si va al riposo sullo 0-2.

Nella ripresa il Pescara sembra poter gestire agevolmente. Acampora e Meazzi hanno le occasioni per il colpo del KO, ma non inquadrano la porta. Alvini gioca la carta del triplo cambio al 21'st. L'episodio chiave al 37'st: fallo di Altare su Gelli in area di rigore. L'arbitro Di Marco non ha dubbi: espulsione per il difensore e penalty. Dal dischetto Calò è glaciale e riapre i giochi. In superiorità numerica, lo "Stirpe" diventa una bolgia. Il Pescara si barrica, Saio compie l'ennesimo miracolo su Ghedjemis, ma al 48'st il fortino crolla: sugli sviluppi di un piazzato, Raimondo trova la deviazione vincente per il definitivo 2-2. Nel finale, Olzer avrebbe addirittura la palla del clamoroso sorpasso, ma Palmisani blocca. Finisce con un punto a testa che muove la classifica, ma che per il Pescara sa tanto di occasione persa dopo una gara condotta per 80 minuti.

 

FROSINONE-PESCARA 2-2 MARCATORI: 2’ e 33’ Di Nardo (P), 39’st rig. Calò (F), 48’st Raimondo (F).

FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani; Oyono, Cittadini (35’ J. Gelli), Marchizza (21’st Kone), Calvani; Calò, Cichella; Ghedjemis, Kvernadze, Koutsoupias (21’st F. Gelli); Zilli (21’st Raimondo). A disp: Lolic, Pisseri, Corrado, Oyono, Masciangelo, Fini, Fiori, Vergani. All. Alvini.

PESCARA (4-3-2-1): Saio; Faraoni (4’ Altare), Capellini, Bettella, Cagnano; Valzania (1’st Olzer), Brugman, Acampora (30’st Russo); Meazzi (30’st Brandes), Berardi (22’st Gravillon); Di Nardo. A disp: Profeta, Brondbo, Letizia, Insigne, Corbo. All. Gorgone.

ARBITRO: Davide Di Marco di Ciampino. NOTE: Ammoniti: Acampora, Cichella, Meazzi, Bettella. Espulso Altare (P) al 37'st. Recupero: 9' pt, 5' st.

 

Fonte foto: Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante