Cocciniglia dei pini, Radici in Comune diffida il Comune di Pescara

L’associazione chiede interventi endoterapici immediati su tutto il patrimonio arboreo pubblico e privato

Cocciniglia dei pini, Radici in Comune diffida il Comune di Pescara

“Ecatombe” dei pini: la denuncia di Radici in Comune Pescara è a un “punto di non ritorno” per l’infestazione da cocciniglia tartaruga del pino (Toumeyella parvicornis): intere vie della città mostrano alberi in stato di deperimento avanzato, con chiome ingiallite e montagne di aghi secchi lungo i marciapiedi. L’associazione Radici in Comune, guidata da Simona Barba, parla di una vera e propria “ecatombe” dei pini più grandi, quelli che da decenni garantiscono ombreggiamento, mitigazione del calore e depurazione dell’aria. Secondo l’associazione, gli interventi finora effettuati sono stati “ascientifici”, parziali e quindi inefficaci: trattare solo alcuni alberi riduce temporaneamente la popolazione del parassita sulle piante trattate, ma queste vengono subito reinfestate da quelle non trattate, vanificando gli sforzi e gli investimenti pubblici.

Di fronte alla gravità della situazione, Radici in Comune ha inviato una formale diffida al Comune di Pescara, chiedendo:
•    Trattamenti endoterapici su tutti i pini comunali entro settembre 2026, prima della chiusura del periodo vegetativo, quando l’efficacia dei trattamenti crolla.
•    Una procedura per i pini privati, perché senza il trattamento di tutto il patrimonio arboreo qualsiasi intervento pubblico è inutile: i focolai privati reinfestano le piante pubbliche trattate.
•    Trattamenti contemporanei su tutto il territorio, compresi i parchi, per evitare focolai residui e reinfestazioni.
•    Coordinamento con l’Osservatorio Regionale per la Tutela Fitosanitaria, per garantire che gli interventi seguano le indicazioni scientifiche e normative.
•    Pieno adempimento delle prescrizioni del DM 3 giugno 2021 e della Determinazione regionale DPD023/342/2021 del 5 ottobre 2021, finora disattese.

L’associazione chiede inoltre dati precisi: quali e quanti trattamenti sono stati fatti dal 2021 a oggi, quali risultati hanno avuto, perché non sono stati estesi a tutte le aree, qual è il cronoprogramma degli interventi e quanti pini sono stati già abbattuti a causa della cocciniglia.

La situazione è descritta come “drammatica” in diverse aree: via Colle di Mezzo, via del Santuario, il parco di Villa Basile, l’intero quartiere San Giuseppe, Porta Nuova e molte altre. In queste zone il peggioramento è “evidente a tutti”, con pini che ingialliscono e perdono massicciamente gli aghi. Perdere i pini maturi di Pescara significa perdere servizi ecosistemici essenziali: ombreggiamento, mitigazione delle temperature, riduzione dell’inquinamento atmosferico e contrasto all’isola di calore, fenomeni sempre più critici con le ondate di calore estive. Servizi che non si possono sostituire piantando nuovi alberelli, che impiegheranno decenni per raggiungere le stesse dimensioni e la stessa efficacia.

La cocciniglia tartaruga del pino (Toumeyella parvicornis) è un insetto originario del Nord America che si nutre sottraendo linfa dagli aghi e dai giovani rami, provocando ingiallimenti, perdita di aghi e deperimento generale fino alla morte della pianta. Dal primo ritrovamento in Campania nel 2014, il parassita si è diffuso in diverse regioni italiane, tra cui Abruzzo, Lazio, Toscana, Marche e Puglia. Il DM 3 giugno 2021 e la Determinazione regionale abruzzese n. DPD023/342/2021 del 5 ottobre 2021 individuavano ufficialmente il focolaio di Pescara e dettavano azioni e prescrizioni precise per il contrasto della Toumeyella parvicornis. Secondo gli esperti, visti il ciclo vitale del parassita (3-4 generazioni all’anno, con ogni femmina che deposita fino a mille uova) e l’effetto del medicinale, le cure andrebbero effettuate ripetendole ogni nove mesi nei primi anni per evitare che l’infestazione vada fuori controllo.

Radici in Comune avverte: se non verranno date risposte concrete, o se le risposte saranno incomplete o meramente interlocutorie, l’associazione si riserva di “interessare gli organi competenti” e di valutare “ogni ulteriore iniziativa amministrativa e giudiziaria”, inclusa la segnalazione di inadempienza agli obblighi derivanti dal DM 3 giugno 2021 e dalla Determinazione regionale. “Non possiamo assistere inerti alla distruzione del patrimonio arboreo della nostra città”, sottolinea Simona Barba, presidente di Radici in Comune, invitando cittadine, cittadini e associazioni a condividere i prossimi passi per arrivare ad “azioni concrete di salvaguardia del nostro patrimonio arboreo”.