Editoria abruzzese in profonda crisi: due leggi giacciono nei cassetti della Regione Abruzzo

Anche oggi la Prima Commissione doveva occuparsi degli interventi promessi per un settore sempre più in difficoltà. L'amarezza del CEO Abruzzo: "Tutti tacciono. Si rischia la desertificazione"

Editoria abruzzese in profonda crisi: due leggi giacciono nei cassetti della Regione Abruzzo

EDITORIA ABRUZZESE IN PROFONDA CRISI: DUE LEGGI GIACCIONO NEI CASSETTI DELLA REGONE ABRUZZO. Nessuna, nessunissima, novità dal fronte sul fronte dell'informazione abruzzese, settore profondamente in crisi e che meriterebbe il supporto della politica come accade per altre evidenze pubbliche e private della nostra economia. Ci sono addirittura due proposte di legge, una a firma del consigliere regionale Maurizio Di Nicola ed un'altra vergata addirittura del Presidente Giuseppe Di Pangrazio, che però giacciono nei casetti della Prima Commissione. "Non si trova il tempo di discuterle, convocare le parti ed eventualmente migliorale", questo il commento del CEO Abruzzo (Comitato Editori Online) che non nasconde una profonda amarezza per il "disinteresse" ed il "silenzio dimostrato dai protagonisti della politica e del settore". Marco Manzo, direttore di AbruzzoIndependent.it era stato addirittura audito, nel mese di giugno, a proposito dell'introduzione di una Legge sulla Trasparenza Amministrativa e sulla Pubblicità Istituzionale le quali, se deliberate, avrebbero potuto garantire occupazione tra i giornalisti e contestualmente colmare quel bisogno di informazioni sugli impieghi e le destinazioni del denaro pubblico. "Le proposte legislative che forse approderanno in Consiglio Regionale non ci piacciono assolutamente. Qualcosa di positivo è stato fatto al Comune di Pescara dove è stata approvata una delibera sulla trasparenza amministrativa, in linea coi dettami del nuovo Codice degli Appalti, a costo zero per il contribuente, che però inspiegabilmente resta inapplicata dal punto di vista del regolamento e non riusciamo a capirne le ragioni. Quanto all'intervento del legislatore regionale ci auguriamo, nonostante tutto, qualcosa venga deciso e in tempi brevi perchè la crisi del mercato dell'informazione mette a rischio, oltre che i posti di lavoro o il reddito che un editore riesce a procurare attraverso la vendita di servizi pubblicitari, anche un bene fondamentale tutelato dalla nostra Costituzione: quella della libertà di stampa causa desertificazione e che in Italia come è noto a molti, ma in Abruzzo potrebbe anche essere molto peggio, è precipitato al 77esimo posto nel mondo". Ricordiamo, a titolo di cronaca, che nemmeno due anni fa, in occasione della chiusura dello storico quotidiano "Il Tempo", ci furono annunci, promesse e, addirittura, una marcia funebre a sostegno dell'informazione abruzzese ovvero parole che non si sono concretizzate poi in nulla. Oggi, invece, si registra l'acquisizione del primo quotidiano cartaceo d'Abruzzo da parte del Gruppo Pierangeli, uno dei principali operatori della sanità privata e già proprietario dell'emittente televisiva Rete 8. Su questa operazione molte perplessità sono state espresse dal sindacato del giornalisti e dallo stesso ordine di categoria che teme una possibile riduzione dell'organico precedentemente garantito dal Gruppo De Benedetti. Ecco, forse sarebbe il caso di agire e dare quelle risposte che potrebbero migliorare la qualità dell'informazione abruzzese rendendola più forte dal punto di vista finanziario.

Redazione Independent

giovedì 22 settembre 2016, 19:56

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