Il Partito Democratico si spacca sulla nomina della Di Pietro

Francesco Pagnanelli è il piu' critico all'interno della maggioranza. Testa al TG3: "Vergognoso usare il Comune per sistemare equilibri politici"

Il Partito Democratico si spacca sulla nomina della Di Pietro

PESCARA, IL PD SI SPACCA SULLA NOMINA DELLA DI PIETRO. In realtà la conservazione dell'equilibrio politico all'interno del Comune di Pescara potrebbe rivelarsi un boomerang perchè la nomina di Laura Di Pietro, neo asssessore 'esterno' donna della Giunta Alessandrini, sta procurando parecchi malumori nella maggioranza.

Il più critico è il consigliere Francesco Pagnanelli che su facebook ha pubblicamente preso posizione contro la scelta del sindaco Alessandrini dettata, dicono i bene informati, da un patto politico tra il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e quello del Consiglio Comunale di Pescara Antonio Blasioli

"Creare una pagina Facebook del Comune: questa la priorità annunciata dal nuovo assessore per il rilancio dell'amministrazione". Questo il commento 'pesantuccio' del legale pescarese che assicura di essere molto distante da questo modo di fare politica. 

Sulla stella lunghezza d'onda anche il consigliere Fabrizio Perfetto che candidamente ammette che "il vento di cambiamento che ci eravamo prefissati all’inizio di questa amministrazione purtroppo si va a scontrare con logiche che noi, giovani consiglieri eletti nelle fila del Pd, non condividiamo”. 

Naturalmente il partito guidato dal giovane Marco Rapino ha avallato questa scelta che certamente procurerà ripercussioni sulle scelte del futuro, quello pescarese non ha aperto bocca.

Il centrodestra cavalca l'onda della protesta attaccando a testa basta ribadendo la netta contrarietà a questo modo di agire "altamente irresponsabile del PD, che utilizza il comune e la giunta per far fare esperienza ai novelli assessori e per riequilibrare i poteri politici all'Interno del partito! Un avergogna" (Cit. Guerino Testa). 

La stranezza piu' tipica del Pd, e di coloro che lo contestano pur essendone parte integrante, è però che al dunque non cambiano mai ovvero quando si tratta di prendere decisioni che potrebbero far cadere il Governo della città restano saldalemente 'allineati e coperti0 sulla poltrona dell'Ente, come già capitato in passato su nomine, appunto, poco gradite dalla stessa maggioranza.

Redazione Independent

martedì 28 luglio 2015, 15:05

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