“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Spacciava dal carcere di Rieti: arrestata coppia di pusher
La Polizia di Stato esegue le misure cautelari: un macedone di 38 anni torna in cella, la compagna italiana ai domiciliari. Gestiva lo smercio di cocaina e hashish con un cellulare mentre era recluso
Spacciava cocaina e hashish dal carcere, usando un telefono cellulare e avvalendosi della collaborazione della compagna e di numerosi pusher attivi tra le province dell'Aquila e di Teramo. Per questo la Polizia di Stato dell'Aquila ha arrestato una coppia di spacciatori, eseguendo l'ordinanza con cui il GIP di Rieti ha disposto il carcere per un uomo di nazionalità macedone, classe 1988, e gli arresti domiciliari con dispositivo di controllo per una donna italiana, classe 1972, residente a Giulianova.
L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di L'Aquila e coordinata inizialmente dalla Procura della Repubblica dell'Aquila — che all'esito delle attività ha stralciato il procedimento per competenza territoriale alla Procura di Rieti — ha tratto origine dall'arresto in flagranza di reato dell'uomo, compiuto dalla sezione Antidroga nell'ottobre 2024 nella periferia aquilana: nell'occasione fu trovato in possesso, custoditi nella sua abitazione, di 86 grammi di cocaina suddivisa in dosi pronte per la cessione a terzi.
Il prosieguo delle indagini ha permesso di accertare che l'uomo, inizialmente recluso nel carcere dell'Aquila e poi trasferito a Rieti, continuava — grazie alla disponibilità di un telefono cellulare — a gestire l'attività di spaccio di cocaina e hashish, avvalendosi della collaborazione della compagna, sottoposta agli arresti domiciliari, e di numerosi pusher operativi nella provincia aquilana e teramana.
Sono stati così acquisiti indizi di colpevolezza a carico della coppia per i reati di detenzione e cessione in concorso di sostanze stupefacenti, aggravati dalla recidiva: è emerso che i due, in concorso, detenevano e cedevano droga a complessivi 11 acquirenti nel periodo compreso tra febbraio e maggio 2025, con cessioni avvenute all'Aquila, Teramo, Giulianova e Martinsicuro. Le attività investigative hanno inoltre accertato che il macedone, nel maggio 2025, ha effettuato cessioni di stupefacente anche all'interno della Casa Circondariale di Rieti, con il corrispettivo pagato dai parenti dei detenuti tramite ricariche Western Union. È stato inoltre verificato che l'uomo, sempre mentre era ristretto in carcere e prima del sequestro dell'apparato nel settembre 2025, aveva messo a disposizione il telefono a 9 detenuti che lo utilizzavano per chiamate personali: anche loro sono stati indagati per il reato di cui all'art. 391 ter del codice penale, ovvero accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
La complessa attività investigativa ha permesso altresì di deferire alle Autorità Giudiziarie territorialmente competenti, per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, altre 14 persone di varie nazionalità, responsabili di aver ceduto la droga alla coppia e di ulteriori cessioni effettuate a Martinsicuro, Giulianova, Teramo e L'Aquila. Due di essi, nel corso delle indagini e a riscontro dell'attività di spaccio, erano già stati tratti in arresto in flagranza di reato nell'aprile 2025 all'Aquila e a Teramo.




