Salvato il direttore del carcere di Sulmona da una violenta aggressione

Durante un consiglio di disciplina un detenuto ha tentato di aggredire il capo dell’istituto. Ispettore e sovrintendente si sono frapposti, evitando la tragedia

Salvato il direttore del carcere di Sulmona da una violenta aggressione

Si stava svolgendo un regolare consiglio di disciplina ieri al carcere di Sulmona, quando la situazione è precipitata in pochi istanti. Il consesso, composto dal direttore, da un educatore e da uno psicologo, era riunito per valutare se irrogare una sanzione a un detenuto a seguito di una malefatta. Prima che potesse essere emessa qualsiasi “sentenza”, però, il detenuto ha commesso un’altra e più grave infrazione: dopo essere stato fatto accomodare in sala udienze, ha dato in escandescenze e ha cercato di aggredire violentemente il direttore dell’istituto, con una straordinaria forza d’impeto.

A evitare il peggio sono stati l’ispettore di reparto e il sovrintendente, suo validissimo collaboratore, presenti proprio per prevenire eventuali criticità.  Accortisi della volontà criminale del soggetto, i due agenti si sono posti come scudo tra l’“energumeno” e il direttore, bloccando di fatto l’aggressione e impedendo che si consumasse una tragedia. Secondo il comunicato, il capo dell’istituto “potremmo dire che è salvo solo grazie al coraggio mostrato” dai due operatori, definiti nel testo “baschi” in riferimento al copricapo distintivo della Polizia penitenziaria.

A lanciare l’allarme e a rendere pubblico l’accaduto è il segretario nazionale del Cnpp-Spp, Mauro Nardella, che nel comunicato sottolinea come, troppo spesso, si parli “sovente e male dei baschi blu, vittime di invettive spesso del tutto gratuite”. Nardella rivolge “le più sentite congratulazioni” all’ispettore e al sovrintendente – quest’ultima, tra l’altro, donna – per aver evitato “di far raccontare al carcere di piazzale vittime del dovere una pagina di cronaca più brutta”. Il sindacalista aggiunge che, per il coraggio mostrato, ai due dovrebbe essere attribuita “ben altra ricompensa rispetto a un semplice ringraziamento”.

L’episodio di Sulmona si inserisce in un periodo di forte tensione nel sistema carcerario abruzzese. Nei giorni scorsi, lo stesso Nardella aveva denunciato condizioni “da alto forno” nel carcere sulmonese, con temperature elevatissime e docce non funzionanti, descrivendo una “situazione impressionante”. Sempre in Abruzzo, il sindacato ha recentemente segnalato altri episodi critici, come il sequestro di tre smartphone al carcere di Pescara, lodando l’efficacia delle perquisizioni della Polizia penitenziaria. A livello nazionale, nelle ultime settimane si sono moltiplicati i casi di aggressioni a operatori penitenziari, da Torino a Siracusa, fino a Genova e Termini Imerese, con diversi agenti finiti al pronto soccorso.

Il comunicato di Nardella vuole anche ribaltare la narrazione spesso negativa che circola sul personale di custodia: “Crediamo quindi sia giusto che vengano risaltate, invece, le innumerevoli e positive gesta da loro quotidianamente prodotte”.  L’aggressione sventata a Sulmona viene presentata come un esempio emblematico di queste “gesta”, che ogni giorno prevengono episodi di cronaca ancora più gravi all’interno degli istituti di pena.