“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Piccole imprese abruzzesi, tra il peso dell’incertezza e la spinta dell'ottimismo: il sondaggio CNA
Il 63% degli imprenditori abruzzesi dichiara di vivere in uno stato di profonda incertezza sul futuro
Un orizzonte che oscilla tra la nebbia del dubbio e la voglia di crescere. È questa l’istantanea scattata dal Centro Studi della CNA nazionale sulle prospettive delle imprese abruzzesi per l'anno appena iniziato. Il sondaggio, che ha coinvolto oltre 2.300 realtà in tutta Italia, restituisce per l’Abruzzo un quadro a due facce: se da un lato l'incertezza geo-politica frena le ambizioni internazionali, dall'altro la fiducia nella tenuta della propria azienda è ai vertici nazionali. L'Abruzzo si posiziona tristemente sul podio nazionale quando si parla di "navigazione a vista". Il 63% degli imprenditori abruzzesi dichiara di vivere in uno stato di profonda incertezza sul futuro, un dato secondo solo al Piemonte (66%) e nettamente superiore alla media italiana del 58%. Un sentimento figlio di un contesto economico globale instabile, che spinge molti piccoli produttori a una gestione prudente e reattiva. Uno dei dati più critici riguarda la propensione ai mercati esteri. Solo il 23,3% delle realtà locali guarda con fiducia all'export, contro una media nazionale del 28,3%. Il confronto con le regioni del Nord e del Centro (Toscana, Emilia-Romagna, Veneto) è impietoso: i piccoli imprenditori abruzzesi sembrano patire maggiormente il timore legato agli scenari geo-politici, preferendo, per ora, restare entro i confini nazionali.
Paradossalmente, nonostante le nubi globali, quando si passa a valutare il futuro specifico della propria azienda, l'Abruzzo si scopre "leone" d'Italia.
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Solo il 14,3% degli intervistati teme un peggioramento delle performance (contro una media nazionale ben più cupa del 26,1%).
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Il 22,1% prevede invece un anno di crescita.
Il saldo tra ottimisti e pessimisti segna un +7,8%, il risultato migliore dell'intero paniere nazionale, dove la media registra invece un saldo negativo del 10,6%. In sintesi: l'imprenditore abruzzese teme il contesto generale, ma crede fermamente nella solidità della propria "creatura".
Il presidente della CNA Abruzzo, Bernardo Sofia, analizza i dati con realismo:
«L’area dell’incertezza è talmente ampia da far pensare che le micro e piccole imprese saranno costrette a navigare a vista. Per questo serve un forte sostegno da parte delle istituzioni, Regione in testa».
Secondo Sofia, la ricetta per trasformare l'ottimismo individuale in crescita strutturale passa per tre pilastri: accesso al credito facilitato, incentivi alla digitalizzazione e strumenti concreti per spingere i prodotti locali fuori dai confini nazionali.




