“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Pescara, notte fonda a Padova: l’incubo della C diventa realtà
Russo fallisce dal dischetto, Pastina punisce al 94': il Delfino sbatte contro l'ex Sorrentino e ora vede la C
Beffa atroce all'Euganeo: il Pescara cade al 94' dopo aver fallito un calcio di rigore. Lo spettro del ritorno in Serie C ora è reale. Verdetto crudele maturato nel modo più doloroso. Ma andiamo con ordine è partiamo dalle scelte di Mister Gorgone che sorprende inserendo Lamine Fanne e Meazzi. L'approccio del Delfino è quello delle grandi occasioni: aggressivo, alto, eppure, nonostante il piglio giusto, è il Padova a pungere per primo con Fusi, costringendo Saio agli straordinari.
La serata inizia a farsi storta al 21', quando il Pescara perde il suo riferimento offensivo: Di Nardo alza bandiera bianca per infortunio, lasciando il posto a Flavio Russo. Il primo tempo scivola via tra un gol annullato ai padroni di casa per offside e le parate di un Saio in serata di grazia, che neutralizza anche l'ex Caprari.
Nel secondo tempo Gorgone prova a cambiare l'inerzia inserendo forze fresche come Olzer e Caligara. Il Pescara cresce e le occasioni fioccano: prima una rasoiata di Valzania fuori di un soffio, poi il legno clamoroso colpito da Gaetano Letizia al 65’.
Il destino sembra voler tendere una mano ai biancazzurri al 78': dopo un lungo consulto VAR, l'arbitro Collu assegna un calcio di rigore per fallo su Russo. Sul dischetto non va Insigne come logica imporrebbe ma va lo stesso Flavio Russo, ma il grande ex della serata, il portiere Sorrentino, si traveste da supereroe e ipnotizza l'attaccante pescarese, parando il penalty.
Quando il pareggio sembrava ormai scritto, arriva la beffa definitiva. Al minuto 94, Pastina trova l'unico spiraglio possibile dal limite dell'area, disegnando una traiettoria imparabile che si insacca alle spalle di Saio. È il gol che fa esplodere l'Euganeo e sprofonda il Pescara nel baratro.
Definire il Pescara "sfortunato" sarebbe riduttivo. Se è vero che i legni e le parate di Sorrentino hanno giocato un ruolo chiave, l'incapacità di concretizzare il match point dal dischetto è il simbolo di una stagione in cui il Delfino è stato spesso il peggior nemico di se stesso.
Venerdì prossimo, contro lo Spezia all'Adriatico, servirà un miracolo sportivo. La retrocessione in C non è ancora matematica, ma dopo questa la trasferta di Padova, la salvezza sembra un traguardo terribilmente lontano.
Padova-Pescara 1-0 94' Pastina
Padova (3-5-2): Sorrentino; Belli, Villa, Pastina; Capelli (38 st Ghiglione), Fusi (21 st Seghetti), Crisetig, Varas, Favale (38 st Silva); Bortolussi (29 st Di Mariano), Caprari (21 st Di Maggio). Allenatore: Breda.
Pescara (4-3-2-1): Saio; Letizia, Capellini, Bettella, Cagnano; Lamine (10 st Olzer), Brugman, Valzania (42 st Merola); Meazzi (10 st Caligara), Insigne ; Di Nardo (21 pt Russo). Allenatore: Gorgone.
Arbitro: Collu
Ammoniti: Belli, Villa (Pa); Cagnano, Insigne, Merola (Pe)
foto: pagina Facebook Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante




