Pescara, a settembre aprono quattro nuovi nidi Pnrr

Apertura anche a luglio, supporto a famiglie e laboratori: il nuovo modello di gestione degli asili

Pescara, a settembre aprono quattro nuovi nidi Pnrr

Il 1° settembre apriranno a Pescara quattro nuovi asili nido realizzati con fondi Pnrr, gestiti da enti del terzo settore in co-progettazione con il Comune. Il sindaco Carlo Masci parla di una «rivoluzione» per il servizio educativo cittadino, con innovazioni che vanno dall’apertura estiva a luglio al sostegno psicologico e pediatrico per le famiglie.

Il nuovo sistema prevede una serie di servizi aggiuntivi rispetto al passato, pensati per rispondere alle esigenze delle famiglie e per migliorare la qualità educativa:

- Apertura anche nel mese di luglio, per garantire continuità durante l’estate.  
- Supporto psicologico e pediatrico per genitori e bambini.  
- Laboratori di lingua inglese, yoga e altre attività formative.  
- Percorsi con specialisti e associazioni del territorio, per arricchire l’offerta educativa.  
- Servizi di pre-nido e post-nido, per agevolare i genitori lavoratori.  
- Attività di inclusione per le famiglie più fragili e feste a tema.  
- Progetti aperti anche ai bambini non iscritti ai nidi, per coinvolgere l’intera comunità.

I posti disponibili nei nuovi nidi sono 410, di cui 353 già assegnati alle famiglie. A ottobre sarà pubblicato un nuovo bando per coprire i posti rimanenti. Le quattro nuove strutture si trovano in:

- Via della Fornace Bizzarri (60 posti)  
- Via Santina Campana (60 posti)  
- Via Lago Isoletta (60 posti)  
- Via Rubicone (60 posti)  

A queste si aggiungono i nidi già esistenti “Il Gabbiano”, “Cipì” e “La Mimosa”, per un totale di sei strutture affidate in co-progettazione.

La gestione è stata affidata a tre partner:

- Cooperativa Leonardo, che gestisce i nidi Cipì, La Mimosa e via Rubicone.  
- Consorzio Parsifal (con Orizzonte altri colori e Proges), per i nidi di via della Fornace Bizzarri e via Santina Campana.  
- Cooperativa sociale I Colori, per i nidi di via Lago Isoletta e Il Gabbiano.  

Il Comune ha stanziato complessivamente 2,27 milioni di euro per la gestione, con un cofinanziamento degli enti pari a circa 127mila euro.

 

Il sindaco Masci ha respinto le critiche della minoranza, definendole «infondate e prive di sostanza». «Avevamo detto che saremmo arrivati al D-Day in maniera perfetta e accadrà esattamente questo», ha dichiarato, sottolineando che la chiusura di tre nidi per lavori rendeva indispensabili le nuove strutture.

La dirigente Roberta Pellegrino ha risposto alle accuse di «sciatteria» e «improvvisazione», evidenziando che «l’iter amministrativo è stato consequenziale, coerente e congruo nei tempi». «Quando le regole sono chiare e vengono messe in atto esperienze amministrative consolidate non può esserci alcuna scorrettezza», ha aggiunto.

 

Il Comune ha seguito un calendario serrato per arrivare all’apertura di settembre:

- 23 maggio 2026: approvazione delle tariffe per l’anno educativo 2026/2027.  
- 28 maggio 2026: pubblicazione dell’avviso per le domande di ammissione.  
- 22 luglio 2026: approvazione delle graduatorie provvisorie.  
- 4 agosto 2026: approvazione delle graduatorie definitive.  
- 9 giugno 2026: mandato alla dirigente per l’avviso di co-progettazione.  
- 18 giugno 2026: indizione dell’avviso per la selezione degli enti del terzo settore.  
- 31 luglio 2026: approvazione delle risultanze della commissione.  
- 27 luglio – 18 agosto 2026: fase di sviluppo della co-progettazione.  
- 20-24 agosto 2026: approvazione degli accordi di collaborazione.  
- 18 agosto 2026: sopralluoghi con la Asl.  
- 24 agosto 2026: conferenza di servizi con riscontro positivo della Asl.

 

Il presidente della commissione Pubblica istruzione, Loris Mazzioli, ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato al progetto. «Se c’è un investimento che cambia la comunità è quello che viene fatto sui bambini e che, tra l’altro, dà alle mamme la possibilità di non dover scegliere tra lavoro e famiglia», ha dichiarato.

Gli enti gestori hanno sottolineato che «è stato realizzato un modello di gestione in funzione delle esigenze del territorio, pensando ai nidi come veri e propri presidi educativi».