Pesca: le barche tornano in acqua, ma il caro gasolio spegne i motori

Dopo 45 giorni di stop, la marineria abruzzese riprende l’attività. Prezzi del carburante alle stelle e sciopero nazionale annunciato per il 22 ottobre

Pesca: le barche tornano in acqua, ma il caro gasolio spegne i motori

Dopo un fermo biologico di 45 giorni, scattato il 16 agosto e terminato il 29 settembre, i pescherecci a strascico di Pescara e dell’intera costa abruzzese si preparano a tornare in mare. Un ritorno atteso, ma accompagnato da più preoccupazioni che entusiasmo, come confermano gli stessi armatori. «I problemi sono sempre gli stessi, poco o nulla è cambiato», commenta Fabio Sprecacenere, armatore pescarese del motopesca “Fabiola”.

La questione infrastrutturale resta irrisolta. Nel porto di Pescara i lavori di dragaggio sono stati completati solo all’imboccatura, mentre all’interno dello scalo il livello dell’acqua rimane insufficiente. «Attraccare rimane complicato, con il rischio che le barche si tocchino e questo possa provocare danni», spiega Fabrizio Verzulli, armatore del motopeschereccio “Nonno Giovanni”. La situazione non è migliore a Giulianova, dove le operazioni di dragaggio non sono ancora iniziate, alimentando la preoccupazione degli operatori.

A complicare il quadro economico è il costo insostenibile del carburante. Il gasolio ha raggiunto prezzi compresi tra 1,40 e 1,60 euro al litro, con un incremento complessivo dei costi di gestione che si aggira sul 20-30%. «Prima di tutta questa situazione, un prezzo normale era sui 70 centesimi», ricorda l’armatore giuliese Giovanni Massi. «Ci siamo fermati il 14 agosto a 1,20 euro, adesso ripartiamo a più di 1,40 e la situazione è insostenibile». Secondo un’analisi Coldiretti Pesca, in una singola giornata di pesca si consumano in media circa 500 litri di gasolio.

Di fronte a questa situazione, le marinerie italiane si preparano a una giornata di sciopero nazionale contro il caro gasolio, fissata per il 22 ottobre. Sono già 43 le marinerie che hanno aderito alla mobilitazione, e le adesioni potrebbero aumentare. «Si parla di un primo giorno di sciopero il 22 ottobre», conferma Massi, sottolineando la necessità di un tavolo per «gestire o migliorare la situazione». Anche a San Benedetto del Tronto la marineria locale ha annunciato l’adesione alla protesta.

In attesa di risposte concrete, molti pescatori stanno già riducendo le giornate di attività per contenere i costi. «Per questa settimana affronteremo solo un’uscita in mare e la prossima settimana due volte, quindi andremo a ridurre il lavoro», spiega il marittimo Stefano Voltattorni. Una scelta obbligata che rischia di ripercuotersi sull’intero indotto, dai mercati ittici ai ristoranti.

La ripresa della pesca è dunque sì una buona notizia, ma la strada verso la normalità resta in salita. Tra porti insabbiati, carburante alle stelle e uno sciopero alle porte, i pescatori abruzzesi chiedono risposte concrete al Governo.