“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
PNRR in Abruzzo, Di Marco (Pd): “Regione indietro sulle grandi opere"
Il consigliere regionale chiede chiarimenti sui dati di realizzazione: “Il 27,6% di interventi conclusi rischia di essere una lucciola, non una lanterna”
“Non sempre è oro quello che luccica, e i dati sulla quota di realizzazione dei progetti PNRR rischiano di essere le lucciole scambiate per lanterne”. Con queste parole il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Infrastrutture, lancia un monito alla Giunta regionale sull’effettivo stato di avanzamento dei fondi europei in Abruzzo.
Secondo il dossier dei Servizi studi di Camera e Senato, basato sulla banca dati ReGiS con dati aggiornati al 1° luglio 2026, la regione conta 17.598 progetti PNRR per un valore complessivo di circa 3,705 miliardi di euro. Il 27,6% delle risorse è riferito a interventi conclusi, un dato che pone l’Abruzzo 1,4 punti percentuali sopra la media nazionale (26,2%).
Tuttavia, scomponendo il dato aggregato, emergerebbe un quadro ben più critico: l’Abruzzo sarebbe “indietro anni luce” sulla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali strategiche – ferrovie, porti, waterfront – con appena il 4,6% di realizzazioni.
Nel dettaglio, la quota più consistente dei finanziamenti abruzzesi riguarda la Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica, con circa 1,182 miliardi di euro (31,9% del totale).
La “bestia nera” resta invece la Missione 2 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile, che vale una frazione molto più ridotta: circa 172 milioni di euro, pari al 4,6% dei finanziamenti PNRR regionali.
Il monitoraggio precedente, datato 26 febbraio 2026, aveva già rilevato per l’Abruzzo ritardi di esecuzione pari all’11,6% del valore dei progetti, contro una media nazionale dell’8,9%, collocando la regione tra quelle con una quota di progetti in ritardo a “doppia cifra”.
Di Marco scende nel dettaglio di cinque cantieri emblematici, evidenziando scostamenti significativi tra cronoprogrammi originari e stato effettivo dei lavori:
1. Roma–Pescara
- Il potenziamento della linea ferroviaria Roma–Pescara, in particolare i lotti abruzzesi Interporto d’Abruzzo–Manoppello e Manoppello–Scafa, era previsto in completamento entro il 30 giugno 2026.
- La scheda ufficiale Osserva Cantieri del MIT, aggiornata nel 2026, inserisce espressamente il progetto tra quelli in ritardo, con 0 euro di obbligazioni giuridicamente vincolanti e 0 euro pagati per il lotto funzionale Scafa–Manoppello–Interporto.
- A maggio 2026 la Regione ha dovuto esprimere l’intesa sui PFTE delle varianti, segno che la fase progettuale/autorizzativa era ancora rilevante a pochi giorni dalla scadenza.
2. Porto di Ortona
- Finanziamento PNRR: 19,8 milioni di euro.
- Il 3 agosto 2026 la Regione ha dichiarato che per le opere finanziate si prevede l’apertura dei cantieri entro il 2027–2028, nonostante le risorse siano state assegnate nel ciclo 2021–2022.
3. Porto di Vasto
- Finanziamento PNRR: 8,65 milioni di euro.
- Stessa situazione di Ortona: la Regione, sempre il 3 agosto 2026, colloca l’apertura dei cantieri nell’orizzonte 2027–2028.
4. Waterfront fluviale di Pescara
- Progetto complessivo: 4,18 milioni, di cui 3,80 milioni PNRR (Missione 5, Rigenerazione urbana).
- La pianificazione urbana indicava una durata lavori di 8 mesi a partire dal 2022.
- La procedura negoziata è stata pubblicata dal Comune a giugno 2023, la gara aggiudicata a ottobre 2023; a gennaio 2026 il progetto risultava ancora “in corso di realizzazione”.
5. Riparazione delle scogliere di Pescara
- Due interventi PNRR della Missione 2 (gestione del rischio idrogeologico):
- Litorale nord: circa 190.206 euro a base di gara.
- Litorale sud: circa 330.000 euro a base di gara.
- Entrambe le procedure sono state aggiudicate il 19 dicembre 2023, ma a gennaio 2026 il Comune le indicava ancora tra i lavori PNRR in corso.
Alla luce di questi dati, Di Marco formula sei quesiti precisi alla Giunta regionale:
1. Il +1,4% rispetto alla media nazionale cosa rappresenta esattamente?
Quanti dei progetti “conclusi” sono opere materialmente terminate, collaudate e già fruibili dai cittadini? È possibile avere il dato distinto tra progetti rendicontati e opere effettivamente ultimate?
2. Quante sono le grandi infrastrutture PNRR realmente concluse?
Sul totale dei 3,7 miliardi assegnati, quante risorse sono destinate a grandi infrastrutture e quale percentuale di queste opere è oggi effettivamente conclusa? La Regione può fornire un elenco aggiornato con importo, stato dei lavori e data prevista di ultimazione?
3. Roma–Pescara: perché il MIT parla di ritardo?
Per il lotto funzionale Scafa–Manoppello–Interporto, il Ministero indica un termine di conclusione al **30 giugno 2026** e classifica l’intervento tra i progetti in ritardo. Perché il cronoprogramma non è stato rispettato e qual è oggi la nuova data prevista? Ci sono rischi per le risorse PNRR?
4. Porti di Ortona e Vasto: perché i cantieri sono ancora proiettati al 2027–2028?
A distanza di anni dall’assegnazione delle risorse, perché i lavori non sono ancora entrati nella fase realizzativa? Qual è il cronoprogramma aggiornato per ciascun porto?
5. Perché alcuni interventi hanno tempi di realizzazione così lunghi?
Quanti sono in Abruzzo i progetti per i quali il cronoprogramma originario è stato modificato o significativamente dilatato?
6. La Regione può certificare che nessun finanziamento andrà perso?
Alla luce dei ritardi su alcune grandi opere, qual è oggi l’ammontare delle risorse PNRR effettivamente pagate, quello impegnato e quello ancora da spendere per le infrastrutture abruzzesi? La Regione è in grado di garantire che tutti gli interventi finanziati saranno completati entro le scadenze previste, senza perdita di risorse o necessità di sostituire fondi PNRR con risorse regionali, statali o di altro tipo?
Il quadro abruzzese si inserisce in un panorama nazionale differenziato. Secondo recenti analisi, se regioni come Calabria, Molise, Campania, Sicilia e Puglia si collocano tutte sotto il 17% di progetti conclusi, Sardegna (21,9%), Basilicata (21%) e Abruzzo (27,6%) mostrano percentuali più vicine alla media nazionale, pur con forti criticità sulle grandi opere.
A livello nazionale, il monitoraggio parlamentare con dati al 1° luglio 2026 censisce 672.549 progetti PNRR, ma solo 503.641 risultano chiusi: il 76,3% delle risorse è ancora legato a interventi aperti.
Al momento, la Giunta regionale non ha ancora risposto nel dettaglio alle richieste di trasparenza avanzate da Di Marco. Fonti di maggioranza sottolineano che l’Abruzzo resta sopra la media nazionale nella quota di progetti conclusi, ma non forniscono ancora il distinguo tra progetti rendicontati e opere materialmente ultimate.
Nel frattempo, il dibattito politico si accende: per l’opposizione, i dati sulle grandi infrastrutture rivelano un “ritardo strutturale” che rischia di compromettere non solo la credibilità della regione, ma anche la piena utilizzazione dei fondi europei.



