“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Nuova Pescara, Sicari per Chieti: «Rinvio? È tempo per non restare marginali»
Il consigliere teme l'isolamento del capoluogo teatino e il rischio marginalizzazione in conseguenza dell'unione urbanistica e demografica di Pescara con Montesilvano e Spoltore
Secondo Cristiano Sicari, la richiesta di rinvio della procedura per la realizzazione della “Nuova Pescara” non è una questione che riguarda solo i tre comuni direttamente coinvolti (Pescara, Montesilvano e Spoltore), ma dovrebbe interessare anche la città di Chieti. «Non so se il progetto si concluderà a breve, se slitterà o se non prenderà mai forma – spiega Sicari – ma il tema di un’area metropolitana o vasta è un tema che dovrebbe interessare anche Chieti sotto molteplici aspetti». Il consigliere teatino sottolinea attraverso un post Facebook come il dinamismo con cui Pescara si sta muovendo sia destinato a provocare effetti e ricadute sulle aree urbane limitrofe, Chieti in primis. «Il disegno pescarese è, all’evidenza, un progetto egemonico di area, se non di Regione», afferma Sicari, evidenziando l’obiettivo di contare demograficamente in sede regionale e nazionale, rendersi attrattivi per investitori e per le future infrastrutture di supporto e sviluppo.
Secondo l’esponente di centrodestra, le realtà urbane non partecipi dell’iniziativa, come Chieti, rischiano di rimanere marginalizzate dal “gigantismo urbanistico in divenire”, se non addirittura “stritolate”, a meno che non adottino politiche di risposta, collaborazione o partecipazione. «Siccome l’argomento pare essere tabù nel dibattito politico cittadino, preda di vetero-campanilismo o aridità argomentativa, il rinvio della procedura costitutiva della nuova Pescara assegna e regala un supplemento di tempo a ognuno di noi», osserva Sicari.
Sicari lancia un appello affinché si apra un dibattito necessario e costruttivo sulla posizione di Chieti nel contesto dei cambiamenti in atto. «Il rinvio regala tempo per innescare quelle riflessioni che possano determinare Chieti, con la sua storia e la sua posizione nel contesto amministrativo regionale, a rivendicare e costruire un ruolo partecipe», spiega, partendo dall’analisi delle future infrastrutture territoriali e urbane delle quali la città dovrà essere beneficiaria e ampiamente integrata.
«Il dibattito è necessario e deve essere aperto. L’attesa inerte è e sarà mortifera, se non mortale. Quindi avanti con le critiche, anche feroci, ma costruttive. Il futuro non attende! Corre!», conclude il consigliere teatino.



