Montorio: il PCI chiede gli atti sulle interlocuzioni con la Soprintendenza

Depositata una segnalazione di tutela e chiesti al Comune documenti, restauro e ricollocazione

Montorio: il PCI chiede gli atti sulle interlocuzioni con la Soprintendenza

Il PCI Abruzzo ha trasmesso alla Soprintendenza competente una segnalazione sulla rimozione della storica falce e martello dal muro del lungofiume Vomano. Contestualmente ha presentato al Comune un accesso civico generalizzato per acquisire l’ordinanza del 19 agosto, le relazioni tecniche, le fotografie e gli atti relativi alla rimozione, alla custodia e alle interlocuzioni con la Soprintendenza.

Il PCI non nega la necessità di mettere in sicurezza luoghi e strutture. Chiede però che le esigenze di sicurezza non si traducano nella perdita definitiva di una testimonianza della storia politica e sociale di Montorio, legata alle lotte dei lavoratori, dei contadini e delle forze antifasciste.

L’ordinanza, secondo i passaggi resi pubblici, richiama sopralluoghi e interlocuzioni con la Soprintendenza e dispone la conservazione integrale del manufatto in un deposito idoneo, protetto e tracciabile, vietandone distruzione, smaltimento, cessione o modificazione. Il PCI ne prende atto. Restano però da conoscere natura ed esito dei contatti istituzionali, eventuali pareri o prescrizioni e il futuro pubblico del manufatto.

Il PCI chiede alla Soprintendenza di chiarire il proprio coinvolgimento e verificare il possibile interesse storico ed etnoantropologico del bene. Al Comune chiede di documentare la custodia, pubblicare le relazioni tecniche e indicare tempi e modalità di restauro e ricollocazione.

«Prendiamo atto della conservazione disposta dal Comune – afferma Marco Uccelli, segretario regionale del PCI Abruzzo –. Ma un deposito non restituisce il manufatto alla comunità. Chiediamo gli atti delle interlocuzioni con la Soprintendenza e un percorso pubblico per restauro e ricollocazione. Sicurezza e memoria devono procedere insieme».

L’obiettivo è conservarlo, restaurarlo e riportarlo nel luogo storico, adottando le soluzioni tecniche necessarie per garantirne la sicurezza e preservando il rapporto costruito nel tempo tra il manufatto, il muraglione e la comunità montoriese.

L’iniziativa è aperta a cittadini, associazioni, sindacati e forze democratiche. La memoria del lavoro e dell’antifascismo appartiene alla comunità. Da oggi esiste anche una richiesta formale alla quale le istituzioni dovranno rispondere.