"La disabilità non è uno spettacolo"

Claudio Ferrante attacca Masci per la nomina della Camplone. I motivi della contestazione nell'articolo

"La disabilità non è uno spettacolo"

L’associazione Carrozzine Determinate  accoglie con rispetto la nomina della nuova vicesindaca di Pescara, Gianna Camplone, presidente dell’Associazione Diversiuguali, ma respinge con forza ogni tentativo di trasformare le politiche sulla disabilità in un esercizio di retorica, spettacolarizzazione e teatralità.

Di seguito la nota completa del presidente Cavaliere al Merito della Repubblica, Claudio Ferrante:

"È importante la nomina istituzionale di una persona con disabilità: anche senza saperlo, il sindaco Carlo Masci ha applicato il principio internazionale “nulla su di noi senza di noi”. Un principio che non è uno slogan, ma un impegno preciso: solo chi vive sulla propria pelle discriminazioni e barriere può contribuire a costruire politiche pubbliche efficaci, basate sui diritti umani e non sulla compassione. Almeno ce lo auguriamo, visto che si continua ancora a parlare di “persone speciali”, senza rendersi conto che questo termine riflette un atteggiamento paternalistico, che favorisce compassione e trattamento differenziato invece di autonomia e vera inclusione.
Tuttavia, la nomina di una vicesindaca con disabilità non può essere usata come strumento di propaganda per coprire anni di inadempienze, violazioni di legge e totale assenza di politiche strutturali: i diritti vengono sistematicamente calpestati.
In tutti questi anni, al sindaco Masci — così come già in precedenza — la nostra associazione ha presentato decine di proposte e promosso proteste pubbliche, sempre documentate, dettagliate e costruttive, con relative soluzioni. Quasi sempre ignorate, respinte o mai considerate. Ne citiamo solo alcune:
Il PEBA non viene adottato né rispettato da 39 anni; le barriere architettoniche continuano a essere realizzate (Corso Vittorio Emanuele, Viale Marconi); quelle esistenti non vengono eliminate sulla Strada Parco; si prevede la realizzazione della pericolosa “stramp” nell’area di risulta; dall’inizio dell’anno denunciamo la gravissima situazione del settore disabili dello Stadio Adriatico, con problemi di visibilità, sicurezza e bagni non a norma e inutilizzabili. Non esiste una sola spiaggia pubblica accessibile. Marciapiedi e scivoli, in quasi tutta la città, non sono a norma.
Paola Mastrangelo malata di SLA è stata costretta a minacciare l’incatenamento e lo sciopero della fame perché i contributi per la disabilità gravissima vengono erogati con due anni di ritardo. L’elenco è lungo, ma ci fermiamo qui.
Dopo tutto questo, il sindaco in questi giorni si permette di dichiarare pubblicamente che “dietro le persone ci sono famiglie, sentimenti, dolori. E allora, certe volte, quando si fanno e si dicono le cose in politica, bisogna stare molto attenti”. Sta forse incolpando se stesso? O una politica lontana anni luce dai problemi reali dei cittadini con disabilità? 
Il sindaco di una città è pagato con soldi pubblici ed è tenuto ad ascoltare e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Finora ciò non è avvenuto. Forse intende farlo ora, dopo aver nominato la sua vice, Gianna Camplone?
Ce lo auguriamo, lo auspichiamo, lo pretendiamo. Ma anche Gianna Camplone deve invertire la rotta e dimostrare di occuparsi dell’intera città, non solo della propria associazione.
In tutti questi anni di dura lotta, non solo a Pescara ma in tutto l’Abruzzo, Gianna è stata distratta o non ha avuto tempo di lottare e denunciare discriminazioni e violazioni dei diritti umani, né di garantire pari opportunità.
Non l’abbiamo mai vista denunciare barriere architettoniche, occuparsi di accessibilità culturale universale, lottare per la vita indipendente, per l’introduzione dell’infermiere scolastico, per il nomenclatore tariffario di protesi e ausili, per la riduzione delle liste di attesa delle commissioni per l’invalidità civile, per l’aumento delle pensioni di invalidità o per il Fondo per la non autosufficienza. Anche qui, l’elenco è lungo.
Non si è inoltre occupata degli appartamenti di via Nenni, dove inquilini con disabilità sono rimasti fuori casa o bloccati all’interno per l’ennesimo guasto dell’ascensore. La vicesindaca abita proprio in quella palazzina e ha anche un locale, concesso dal Comune, come sede legale della sua associazione. Oggi quella palazzina non dispone nemmeno di punti di raccolta per la sicurezza, avendo come unica via di fuga proprio l’ascensore.
Su tutto questo: mai una parola, mai una presenza, mai un sostegno pubblico da parte della nuova vicesindaca.
Anche qui vi sono responsabilità che competono all’amministrazione comunale di Pescara.
È legittimo chiedersi perché. Due le possibilità, entrambe preoccupanti:
o la vicesindaca ritiene che l’operato dell’amministrazione sia stato adeguato — e allora significa che va bene tutto, comprese le violazioni dei diritti fondamentali — oppure il sindaco, nonostante un’amicizia decantata da cinquant’anni, non l’ha mai ascoltata.
Omissione? Distrazione? Abulia?
Ora ci aspettiamo che tutti questi temi vengano affrontati e risolti, che le politiche per la disabilità diventino una priorità assoluta. Le soluzioni noi, come Associazione Carrozzine Determinate, le abbiamo già indicate: basta applicarle.
Da questa giunta vogliamo un cambio di rotta. La disabilità ha bisogno di risposte, atti amministrativi, scelte coraggiose, investimenti e riforme strutturali.
Ci aspettiamo questo, ma dubitiamo fortemente che accadrà"