Il Calice di Toyo Ito torna a Pescara

Dopo l'implosione del 2009 e anni di polemiche, l'archistar giapponese firma una nuova opera che sarà installata entro il 2027 nell'area verde di Pescara Sud

Il Calice di Toyo Ito torna a Pescara

 Il Calice di Toyo Ito torna a Pescara. Non in piazza Salotto, dove nel 2008 era stato inaugurato lo Huge Wine Glass, ma lungo la riviera sud, in una grande area verde che sorgerà accanto al nuovo hotel del Gruppo De Cecco. L'annuncio è arrivato direttamente dal sindaco Carlo Masci, che ha spiegato come il nuovo identitario e chi lo vedeva come uno spreco di risorse. Ma stavolta, dopo le polemiche, i meme e le battute sui social, c'è chi spera che il nuovo brindisi sia quello buono.

La storia del Calice è nota a tutti i pescaresi. L'opera originale, commissionata per arricchire la centralissima Piazza Rinascita, fu inaugurata il 14 dicembre 2008. Alta cinque metri, larga due e del peso di circa quattordici tonnellate, era un parallelepipedo trasparente in metallo e resina polimerica che racchiudeva la sagoma di un calice di vino, omaggio alla tradizione vitivinicola abruzzese. Ma dopo appena 64 giorni, il "bicchierone" implose improvvisamente, crepandosi senza rimedio. Seguirono anni di contenziosi legali, una consulenza tecnica che attribuì la responsabilità a un difetto di lavorazione dell'acrilico, e infine la rimozione notturna da piazza Salotto il 17 settembre 2013, con l'opera trasferita a Pomezia nella sede della Clax-Rev.

Oggi, dopo che Toyo Ito ha personalmente decretato la "morte" del vecchio calice – definendolo irrecuperabile – e dopo un lungo braccio di ferro legale, la vicenda si avvia verso una conclusione positiva. La nuova versione dell'opera, rifatta ex novo dalla stessa azienda produttrice, beneficerà di una tecnologia di fusione e assemblaggio dell'acrilico assai più perfezionata, in grado di garantire una resistenza termica e strutturale nettamente superiore. E soprattutto, come stabilito dalla transazione tra il Comune e la Clax-Rev, non costerà un euro di denaro pubblico: sarà l'azienda a farsi carico di tutti i costi di produzione, trasporto e posa in opera.

Il ritorno di Toyo Ito a Pescara, avvenuto nei mesi scorsi con un incontro istituzionale, ha segnato simbolicamente la rinascita di un rapporto che sembrava irrimediabilmente compromesso. L'archistar giapponese, che secondo alcune indiscrezioni aveva accusato profondamente il fallimento della sua prima opera italiana, ha accettato l'invito del sindaco Masci a ripensare il progetto per la città. La nuova collocazione, lungo la riviera sud, non è casuale: l'area sarà interessata da una profonda riqualificazione urbanistica che comprende la realizzazione di un hotel quattro stelle superior firmato De Cecco e una piazza pubblica tra arte e architettura contemporanea.

«Il Calice sarà protagonista di una zona verde che sarà un fiore all'occhiello della città», ha dichiarato il sindaco Masci, sottolineando come l'opera si inserisca in un più ampio disegno di rinascita urbana. Resta da capire cosa ne pensino i pescaresi, che per anni hanno diviso l'opinione pubblica tra chi considerava il Calice un simbolo identitario e chi lo vedeva come uno spreco di risorse. Ma stavolta, dopo le polemiche, i meme e le battute sui social, c'è chi spera che il nuovo brindisi sia quello buono.