“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Ferrante su Vannacci: "In Abruzzo chi propone di dividere i bambini non è il benvenuto"
Il leader delle Carrozzine Determinate, già Cavaliere al Merito della Repubblica, denuncia le dichiarazioni programmatiche dell'ex generale come un pericolo per le conquiste sociali e i diritti umani
"Vannacci, in Abruzzo non sei il benvenuto! Lo diciamo con la massima chiarezza, perché quando si parla di scuola, di diritti e di futuro non si può cambiare versione per inseguire qualche voto o qualche poltrona". Comincia così la lettera aperta del leader dei diritti civili e del mondo della disabilità, Claudio Ferrante già Cavaliere al Merito della Repubblica. "Le idee che sostengono classi differenziate o percorsi separati per gli alunni con disabilità, come se la fragilità fosse un difetto da nascondere, non appartengono alla nostra cultura, non appartengono all'Associazione Carrozzine Determinate e non appartengono alle migliaia di famiglie che hanno lottato per costruire una scuola davvero inclusiva. Separare i bambini con disabilità significa riportare l'Italia indietro di cinquant'anni e tradire uno dei principi più importanti della nostra scuola, l'inclusione. Significa anche allontanarsi dallo spirito e dai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall'Italia, che riconosce il diritto di ogni persona a un'istruzione inclusiva, senza discriminazioni e su basi di pari opportunità. L'idea di separare gli alunni in base alla disabilità è in evidente contrasto con quei principi, che rappresentano oggi uno standard internazionale di civiltà e tutela dei diritti umani. La presenza degli alunni con disabilità non è un ostacolo. ma è una risorsa. Lo dimostrano la pedagogia, la ricerca scientifica e l'esperienza quotidiana di chi vive la scuola. Una classe inclusiva cresce meglio, sviluppa empatia, cooperazione, rispetto e senso di comunità. La diversità non rallenta l'apprendimento, lo arricchisce, lo matura. Se c'è qualcosa che va ripensato, è l'utilizzo dell'aula di sostegno quando diventa uno spazio separato dal resto della classe. Il sostegno è fondamentale, ma deve essere uno strumento di partecipazione, non di isolamento. Ed è proprio qui che entra in gioco un principio che dovrebbe guidare l'intero sistema scolastico italiano, l'empatia". E poi: "In qualità di Dasability Manger entriamo nelle scuole e lavoriamo con l’empatia. L'empatia ci aiuta a essere persone migliori e più felici. Non è un semplice valore emotivo, ma una competenza sociale, educativa e civica. L'esempio della Danimarca, che da anni investe nell'educazione alle competenze relazionali, dimostra quanto una scuola che insegna il rispetto, la cooperazione e la comprensione reciproca formi cittadini più consapevoli. Una scuola che educa all'empatia è una scuola che include, unisce e prepara a vivere insieme. La scuola inclusiva non è quella che porta fuori il bambino dalla classe è quella che porta dentro la classe tutte le risorse necessarie affinché ogni alunno possa crescere insieme agli altri. Con il progetto Sentinella di Civiltà e Felicità abbiamo incontrato oltre 15.000 studenti. In ogni scuola abbiamo visto la stessa realtà il contatto quotidiano con la disabilità fa crescere tutti. I bambini sviluppano maggiore empatia, sensibilità e capacità di collaborazione e di comunicazione. Anche la ricerca internazionale conferma che vivere la diversità migliora gli atteggiamenti, riduce i pregiudizi e favorisce l'inclusione. Chi propone classi separate o proposte simili, ignora le evidenze scientifiche, la migliore tradizione pedagogica italiana, la storia dei diritti conquistati dalle persone con disabilità e l'esperienza concreta delle famiglie, degli insegnanti e delle scuole. Mentre nasce il nuovo partito di Roberto Vannacci, anche in Abruzzo c'è già chi vi aderisce con entusiasmo, rincorrendo l'ennesima occasione di potere. La cattiva politica nel corso degli anni ci ha abituato a questo. È una scelta che, a nostro avviso, dimostra quanto per qualcuno una poltrona possa valere più della coerenza con i principi che fino a ieri dichiarava di difendere. Entrare in un progetto politico che ha messo in discussione il valore dell'inclusione scolastica e la piena partecipazione delle persone con disabilità significa assumersi la responsabilità di quelle idee. Non basta definirsi moderati o prendere le distanze a posteriori, quando si sceglie una casa politica, si sceglie anche l'impianto culturale che la sostiene. Noi non possiamo accettare una visione che alimenta divisioni, normalizza discriminazioni e mette in discussione conquiste ottenute grazie a decenni di battaglie portate avanti dalle associazioni, dalle famiglie, dagli insegnanti e dalle stesse persone con disabilità. Quelle conquiste si chiamano civiltà, progresso, accessibilità, solidarietà, diritti e pedagogia inclusiva". L'Associazione Carrozzine Determinate prende le distanze da ogni forma di demagogia che utilizza la fragilità delle persone per costruire consenso politico. "Da oggi diciamo con chiarezza che difenderemo l'inclusione con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione. E, se sarà necessario, siamo pronti anche a incatenarci davanti alle istituzioni. Ogni passo indietro sulla dignità e sui diritti delle persone con disabilità troverà la nostra più ferma opposizione", conclude Ferrante.




