“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Fabiana Piccioni, processo a marzo 2027
Il gup di Teramo accoglie la richiesta della Procura di Teramo: rinviato a giudizio un 59enne accusato di spaccio e soppressione di cadavere
Si aprirà il 4 marzo 2027 davanti al Tribunale di Teramo il processo per la morte di Fabiana Piccioni, la 46enne trovata semi-carbonizzata il 9 gennaio 2025 in una radura nei pressi del Santuario dello Splendore di Giulianova.
Il gup Lorenzo Prudenzano ha disposto il rinvio a giudizio per un artigiano albanese di 59 anni, residente a Giulianova, accogliendo la richiesta del pm Greta Aloisi. L'uomo è imputato di spaccio di sostanze stupefacenti e soppressione di cadavere .
Secondo la ricostruzione dell'accusa, l'artigiano avrebbe ceduto alla donna un mix letale di cocaina ed eroina. Dopo il malore fatale, anziché chiamare i soccorsi, avrebbe trasportato il corpo con il furgone e gli avrebbe dato fuoco per occultarlo . Tra le prove chiave figura il Dna dell'uomo rinvenuto sulla salma, oltre a un capello della vittima trovato nel furgone dell'indagato .
La difesa, affidata all'avvocato Antonello Di Biagio, respinge ogni accusa: "Sono pienamente convinto dell'innocenza del mio assistito. Il rinvio a giudizio sconta i limiti dell'udienza preliminare e apre le porte al dibattimento, dove dimostreremo l'inconsistenza delle accuse".
I familiari di Fabiana, costituiti parte civile con gli avvocati Francesco Manisco e Antonino Orsatti, hanno accolto con favore la decisione e annunciano battaglie per il riesame del capo di imputazione: chiederanno di rivedere l'archiviazione per il reato di morte come conseguenza di altro delitto, ritenendo che la cessione di droga sia stata la causa scatenante del decesso.




