Esodo giovani, GD a Gioventù Nazionale: «Dati fuorvianti, il problema non è solo Vasto»

Mario Enrico Testa: «Serve un dibattito costruttivo, non propaganda elettorale. La fuga riguarda il Vastese, l’Abruzzo e tutto il Mezzogiorno»

Esodo giovani, GD a Gioventù Nazionale: «Dati fuorvianti, il problema non è solo Vasto»

Non si può attribuire all’amministrazione comunale di Vasto la sola responsabilità dell’esodo dei giovani. È questa, in sintesi, la risposta dei Giovani Democratici dell’Area Vastese al video-messaggio di Nicola Sacchetti, esponente di Gioventù Nazionale, che aveva puntato il dito contro il Comune per la fuga delle nuove generazioni dal territorio.

Secondo i GD, però, i dati utilizzati da Sacchetti sono fuorvianti e sembrano finalizzati più alla campagna elettorale che a un’analisi seria del fenomeno. Il riferimento è a un articolo pubblicato da “Il Centro” il 3 settembre sulla “grande diaspora del Vastese”, nel quale si parla di circa 400 giovani che ogni anno lasciano l’area. «Già dal titolo – sottolineano i Giovani Democratici – è facile comprendere che quei 400 non sono soltanto di Vasto, ma dell’intero Vastese, un territorio che comprende Vasto e anche tutti i comuni limitrofi, fino all’entroterra come Roccaspinalveti, Dogliola e Guilmi». Un lettore attento, aggiungono, capisce che il problema riguarda tutti, non solo il capoluogo.

Ma la questione, secondo il segretario dei GD Area Vastese Mario Enrico Testa, è ancora più ampia. «Rimuovendo la visione a tunnel proposta dal video di Gioventù Nazionale – si legge nella nota – si può notare come il problema non sia prettamente territoriale, ma riguardi l’intero Abruzzo: quasi 17.600 giovani tra i 18 e i 35 anni persi tra il 2019 e il 2026, circa 2.500 all’anno, secondo i dati Istat elaborati e diffusi dai Giovani Democratici d’Abruzzo. E riguarda l’intero Mezzogiorno, che nello stesso periodo ha perso oltre 313.000 giovani della stessa fascia d’età».

Un fenomeno, sostengono i GD, denunciato anche negli scorsi mesi insieme a numerosi sindaci, «anche di centrodestra», che condividono la stessa preoccupazione. «Ridurre la responsabilità di questa fuga all’amministrazione comunale di Vasto degli ultimi anni è pura propaganda – afferma Testa –, che mira a prendere in giro non solo gli elettori, ma anche tutti i giovani del territorio, sia chi è costretto a partire sia chi resta». Il fenomeno, insiste, è molto più ampio di come lo vuole far apparire Gioventù Nazionale e i Giovani Democratici si impegnano da tempo a denunciarlo, a parlarne con le amministrazioni, a confrontarsi e a farsi sentire. «Continueremo a farlo riportando dati reali, situazioni concrete e lottando per il nostro territorio, anche lontano dalla campagna elettorale, come abbiamo sempre fatto».

Quanto a Vasto, i GD rivendicano quanto fatto sul fronte delle politiche giovanili: i corsi gratuiti offerti dal Progetto Giovani ogni anno per i ragazzi dai 12 ai 35 anni, l’attività della Consulta Giovanile, i festival e le numerose iniziative che si svolgono soprattutto grazie all’Assessora Paola Cianci del PD, che detiene la delega. «Senza dubbio i comuni hanno responsabilità, senza dubbio si può fare di più – proseguono –, ma forse è il caso di guardare anche alle responsabilità di chi governa la Regione da quasi 8 anni e il Paese da quasi 4».

Per i Giovani Democratici, il principale problema dei giovani resta la mancanza di opportunità lavorative. Sacchetti lamenta l’assenza di un piano industriale, ma – obiettano – non cita i ritardi della Regione sui lavori del Porto di Vasto, né chi esultava per Arca Defence e per la riconversione dell’ex Sabino Esplodenti, salvo poi doverne piangere l’ennesima vittima. «Ci piacerebbe sapere, invece, come il Governo intende affrontare il tema dell’industria, visto che i comuni possono fare ben poco, come attuiamo la transizione ecologica, come abbassiamo il costo dell’energia per le imprese e rendiamo il territorio nazionale di nuovo attrattivo per nuovi investitori». E ancora: «Vorremmo sapere cosa sta facendo Marsilio per impedire la fuga di cervelli, o come investirà sul diritto allo studio e sui trasporti, attualmente costosi e inefficienti, il che ne pregiudica la fruibilità».

Nel finale, il segretario dei GD Area Vastese tende una mano al confronto, ma chiede un cambio di linguaggio. «Siamo giovani e sappiamo perfettamente come le istanze delle nostre generazioni siano sempre secondarie rispetto alle pretese di altri, e apprezziamo il fatto che un giovanissimo come Sacchetti esprima, anche duramente, una critica. Ma da giovani a giovani apprezzeremmo ancora di più che il linguaggio fosse costruttivo e non propagandistico come quello di chi fa politica da più tempo di noi».

«Non abbiamo bisogno di slogan ma di lavoro, servizi, casa e futuro. E su questo, dopo anni di governo di Meloni e Marsilio, i risultati sono ancora tutti da vedere».