“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Erosione costiera: soluzioni sostenibili per proteggere il futuro del litorale
La consigliera comunale Simona Barba interviene sulle richieste dei balneatori pescaresi
In questi giorni si leggono continui allarmi sull’erosione costiera e sulle richieste di immediate opere strutturali, come se il fenomeno delle mareggiate potesse essere affrontato con soluzioni semplicistiche e immediate. Tale approccio, dettato spesso dalla paura di danni alle infrastrutture, rischia di compromettere ulteriormente un equilibrio già fragile, ignorando la complessità del problema.
I balneatori, preoccupati per le proprie strutture, invocano interventi tempestivi, ma sarebbe opportuno fermarsi a comprendere cosa stia realmente accadendo e quali siano le cause profonde dell’erosione. È fondamentale partire dal presupposto che il mare che avanza non è un nemico da combattere, ma un fenomeno naturale legato a dinamiche che richiedono soluzioni lungimiranti e integrate.
L’importanza di un approccio strategico – Il concetto di mare che avanza è intrinsecamente complesso. L’aumento del livello del mare, accelerato dai cambiamenti climatici, non può essere arginato dalle scogliere. Queste strutture, pur offrendo un’apparente protezione, non rappresentano una soluzione sostenibile: spostano semplicemente il problema, innescando nuovi fenomeni erosivi nelle aree limitrofe. Al contrario, sarebbe necessario ripensare l’assetto delle zone costiere, attraverso strategie come l’arretramento programmato delle infrastrutture e il blocco di nuove edificazioni lungo il litorale.
Un passato che insegna poco – L’erosione di oggi è il risultato, in larga parte, delle opere antropiche posizionate senza una visione d’insieme. Mettere altre scogliere significa accelerare la distruzione del fragile equilibrio naturale, mentre si continua ad accusare ingiustamente il mare. In realtà, le mareggiate sono parte integrante del ciclo naturale costiero, fondamentali per il rinnovo delle spiagge. Spendere milioni di euro pubblici per proteggere aree che ospitano strutture private pone inoltre una questione di equità: è corretto che il denaro di tutti venga impiegato per difendere beni che non dovrebbero trovarsi in prossimità del mare?
Le soluzioni esistono, ma non si scelgono – Ci sono esempi virtuosi che dimostrano come metodi alternativi possano funzionare: basti guardare alle spiagge della Torre di Cerrano o di Vasto, dove le dune, lasciate intatte, offrono una protezione naturale. Anche altre tecniche sperimentali, come le barriere sommerse o il ripascimento morbido, mostrano risultati positivi con costi di gestione minimi e benefici diffusi per la collettività. Eppure, questi approcci vengono spesso ignorati, preferendo soluzioni più costose e invasive, come scogliere o barriere rigide.
Il caso di Pescara: una lezione da imparare – Un esempio emblematico è rappresentato dalla spiaggia a sud di Pescara, dove l’erosione è fortemente legata al porto e al lungo molo che altera la corrente naturale da nord a sud. Questo impatto era stato valutato? Sono state effettuate analisi sul rischio erosione prima della realizzazione delle opere? Queste domande restano spesso senza risposta, lasciando spazio a interventi emergenziali che non affrontano le cause reali del problema.
I rischi per la sicurezza e la salute – Un altro elemento spesso trascurato è la pericolosità delle scogliere per i bagnanti. Secondo l’Osservatorio del Ministero della Salute sugli Annegamenti, le scogliere vicine alla costa aumentano le correnti di risucchio, mettendo in pericolo nuotatori e bambini. È un tema poco discusso, ma di grande rilevanza per la sicurezza pubblica, che meriterebbe maggiore attenzione da parte delle amministrazioni e dei media.
Un nuovo approccio: le NBS – Il 14 dicembre 2024, a Pescara, si è tenuto un incontro organizzato da Radici in Comune per affrontare questa complessità con un approccio scientifico e multidisciplinare. Tra le proposte emerse, le Nature-Based Solutions (NBS) hanno ricevuto particolare attenzione. Queste soluzioni, che puntano a lavorare con la natura anziché contro di essa, sono già incluse nel Documento Unico di Programmazione in discussione presso il Consiglio Comunale. È tempo di passare dalle parole ai fatti, adottando strategie che garantiscano sostenibilità e resilienza nel lungo periodo.
Guardare al futuro con responsabilità – L’erosione costiera non è una battaglia persa, ma richiede un cambio di mentalità. È necessario smettere di considerare il mare un nemico da arginare e iniziare a lavorare per ristabilire un equilibrio tra ambiente e attività umane. Solo così sarà possibile proteggere non solo le spiagge, ma anche il futuro delle comunità costiere.
Simona Barba – Consigliera Comunale AVS – Radici in comune