Crocifisso nelle scuole di Pescara, il Consiglio comunale approva la mozione di Futuro Nazionale

Via libera con i voti del centrodestra e il no di Pd, M5S e Avs. Toppetti: «Radice cristiana della nostra cultura»

Crocifisso nelle scuole di Pescara, il Consiglio comunale approva la mozione di Futuro Nazionale

Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato la mozione presentata dai consiglieri di Futuro Nazionale che impegna l’Amministrazione a promuovere l’esposizione del crocifisso negli edifici scolastici cittadini e a intervenire in tal senso presso il Ministero, l’Ufficio scolastico regionale e i dirigenti delle scuole. Il documento, portato in aula dalla capogruppo Valeria Toppetti, è passato con i voti favorevoli di tutti i dodici consiglieri di maggioranza presenti. Contrari gli esponenti di Pd, M5S e Avs, mentre si sono astenuti Carlo Costantini, che ha bollato la questione come strumentale, e il gruppo di Pettinari.

«L’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche di Pescara non è semplicemente un simbolo religioso, ma piuttosto rappresenta la radice cristiana che è profondamente innestata nella nostra cultura», ha commentato Toppetti, autrice della mozione. «La laicità dello Stato non implica la cancellazione dei simboli che appartengono alla storia, alla tradizione e alla cultura del popolo italiano», ha aggiunto, ricordando che «la laicità rappresenta il principio della neutralità delle istituzioni rispetto alle diverse convinzioni religiose».

La mozione originaria è stata modificata in un paio di passaggi durante la seduta, sostituendo l’invito a «promuovere» con quello a «supportare» azioni per la presenza di crocifissi negli edifici scolastici del territorio comunale. Il sindaco Carlo Masci, nel suo intervento, ha precisato che «non posso imporre a nessuna scuola di mettere il crocifisso», sottolineando come la decisione resti in capo alle comunità scolastiche nel rispetto della normativa vigente.

Sul fronte opposto, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Paolo Sola ha attaccato duramente l’iniziativa: «Prima di appendere il crocifisso bisognerebbe almeno ‘leggerlo’. Perché dentro quel simbolo ci sono gli ultimi, i poveri, gli stranieri, gli emarginati. Proprio quelli che Futuro Nazionale discrimina e allontana». «Non abbiamo votato contro il crocifisso – ha precisato – ma contro la sua strumentalizzazione politica. Gesù Cristo non è un logo del Made in Italy e il crocifisso non è un cartello con scritto ‘questa è casa nostra’».

Il capogruppo del Pd Piero Giampietro ha insistito sul valore politico del voto, che ha visto il centrodestra dire sì a una mozione che richiama esplicitamente il programma di Futuro Nazionale, una circostanza che, a suo dire, dovrebbe «come minimo mettere in imbarazzo la parte più moderata del centrodestra». Per il centrosinistra, la mozione approvata è «strumentale e propagandistica» e crea un «caso Pescara» destinato ad avere ripercussioni anche a livello nazionale.

A difendere il voto favorevole è intervenuto Loris Mazzioli, presidente della commissione Istruzione, che a nome del gruppo di Fratelli d’Italia ha motivato la scelta con «il rispetto per la nostra storia e i valori con cui siamo cresciuti». Toppetti ha ringraziato gli ex compagni di maggioranza per «l’apertura che ci ricorda come i nostri valori sono valori comuni, i valori del centrodestra».

La seduta è durata oltre due ore, con una sospensione richiesta dal consigliere di Fratelli d’Italia Roberto Carota e sostenuta dal sindaco Masci per rivedere alcune parti del documento e trovare una formulazione condivisa. Ma la polemica continua fuori dalle aule del Palazzo di Città.