“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Carcere di Pescara nel caos: scarcerazioni errate, turni insostenibili e vertici immobili
Il F.S.A. C.N.P.P./S.PP. denuncia sei rilasci indebiti tra settembre 2025 e luglio 2026, due detenuti trattenuti oltre i termini e accessi non autorizzati agli archivi
Un collasso organizzativo, gestionale e strutturale senza precedenti. È la fotografia scattata dal F.S.A. C.N.P.P./S.PP. (Federazione Sindacale Polizia Penitenziaria) sulla Casa Circondariale di Pescara. In una nota, il sindacato denuncia che nell’istituto sarebbero ormai saltati regole, schemi organizzativi e presidi di sicurezza fondamentali.
Il caso più grave riguarda le scarcerazioni. Secondo le verifiche effettuate dall’organizzazione sindacale, nel periodo compreso tra settembre 2025 e luglio 2026 si sarebbero verificati ben sei rilasci di detenuti che non avrebbero dovuto essere scarcerati in quella data. A questi si aggiungerebbero due casi opposti: due persone che invece avrebbero dovuto lasciare il carcere non sono state rilasciate e sarebbero state trattenute indebitamente oltre il termine previsto.
Il sindacato segnala anche l’indebito accesso di detenuti agli archivi matricolari, dove sono custoditi fascicoli personali e riservati. Criticità che si sommano a una gestione del personale definita insostenibile: turnazioni massacranti, costrizione al lavoro straordinario e turni prolungati ben oltre il limite dell’umana sopportazione, il tutto aggravato da una grave carenza di organico che ricade interamente sugli agenti in servizio.
Sul fronte strutturale, l’istituto presenterebbe serie criticità che compromettono la sicurezza operativa e le tutele fondamentali nei luoghi di lavoro. A fronte di tali avvenimenti, il F.S.A. C.N.P.P./S.PP. afferma di aver sollecitato immediati e fermi interventi da parte dei vertici del Provveditorato e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. “Ad oggi, tuttavia, prendiamo atto con profondo sconcerto che nessun intervento è stato adottato, né tanto meno si è provveduto ad attribuire le dovute responsabilità”, denuncia il sindacato, con particolare riferimento alle errate scarcerazioni.
“Ci chiediamo con forza e preoccupazione: cos’altro deve accadere affinché i vertici dell’Amministrazione intervengano per fare chiarezza, tutelare il personale e risanare la Casa Circondariale di Pescara?”, dichiara Aldo Di Giacomo.
Il sindacato ribadisce che non resterà a guardare e continuerà a denunciare queste irregolarità, riservandosi ogni ulteriore azione presso tutte le sedi competenti e le Procure della Repubblica.



