Caldo e siccità, conto climatico oltre i 3 miliardi

In Abruzzo cento giorni senza pioggia: vigneti e oliveti in stress. Coldiretti: “Serve un piano nazionale per invasi e gestione dell’acqua”

Caldo e siccità, conto climatico oltre i 3 miliardi

Ondate di calore, siccità prolungata, grandinate e incendi hanno già provocato danni all’agricoltura italiana per oltre 3 miliardi di euro, secondo una prima stima di Coldiretti. Il bilancio, però, potrebbe aggravarsi ulteriormente se l’assenza di precipitazioni dovesse protrarsi nelle prossime settimane.

La situazione più critica resta concentrata al Nord, dove la scarsità d’acqua sta mettendo a rischio intere filiere: in alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre cresce l’allarme per il riso, con cali del raccolto fino al 40%. Al Sud e nelle Isole lo stress idrico colpisce soprattutto ortaggi e pomodoro, con il rischio di una significativa riduzione delle rese.  Preoccupazioni anche nel Centro Italia, dove le temperature elevate continuano a mettere sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti.

 

In Abruzzo, e in particolare nella provincia di Chieti, la combinazione di siccità e temperature elevate sta provocando danni significativi nei vigneti e negli oliveti situati nelle aree non irrigue.  L’assenza di precipitazioni si protrae ormai da circa 100 giorni e lo stress idrico sta mettendo a dura prova le coltivazioni, con conseguenze che si tradurranno in un calo rilevante della produzione.

Particolarmente esposte sono le aziende che non possono contare sull’irrigazione e che stanno affrontando una situazione sempre più critica, aggravata dalle temperature elevate.  Nel sub-ambito Chietino, i bollettini regionali hanno registrato livelli di severità idrica “alta” già nei mesi invernali, il più critico dell’intero distretto abruzzese.

All’emergenza siccità si aggiunge l’emergenza incendi. In Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole.  Le prime stime indicano danni per circa 10 milioni di euro, ma il conto è destinato a salire.

Complessivamente, dall’inizio dell’anno sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo in Italia, secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis. Solo in Sardegna, nel 2026 si sono registrati oltre 1.200 incendi, con un aumento del 25% della superficie percorsa dal fuoco rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica.  Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.

Si tratta di un progetto immediatamente cantierabile che consentirebbe di trattenere e accumulare l’acqua piovana durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi meteorologici estremi e contribuendo a prevenire esondazioni e allagamenti. I bacini, realizzati con materiali naturali e senza l’utilizzo di cemento, sarebbero destinati agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.

Il piano prevede inoltre il recupero e la piena valorizzazione delle infrastrutture idriche già esistenti. Per affrontare in modo efficace l’emergenza climatica, però, è necessario adottare una strategia complessiva che includa anche la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, così da garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche.