“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Blitz della Digos a Pescara: chat di gruppo e perquisizioni in vista della protesta
Quattro indagati, tra cui tre minorenni, per istigazione a delinquere aggravata: sequestrati smartphone, una pistola softair senza tappo rosso e un coltello a scatto. I dettagli nell'articolo
Un gruppo WhatsApp ribattezzato "PROTESTA PESCARA CENTRO" – con lo slogan "vogliamo entrare nei libri della storia e riportarla a Pescara centro", poi divenuto "PROTESTA PESCARA 24" – e un affine canale Telegram con circa 400 utenti. È da qui che, secondo quanto ricostruito dalla Digos di Pescara e dal C.O.S.C. Abruzzo, sarebbe stata organizzata la protesta di piazza prevista nel centro cittadino per il pomeriggio di sabato 24 ottobre 2026, nel quadro degli appelli alla mobilitazione contro il caro vita.
Il monitoraggio condotto dalle forze dell'ordine ha fatto emergere, secondo la nota diffusa, messaggi dai "contenuti di indubbio carattere istigatorio alla commissione di atti di violenza". Tra i contenuti segnalati, la pubblicazione di una sorta di "vademecum" sull'abbigliamento da indossare – vestiti neri, passamontagna, occhiali e maschere antigas – e sugli "strumenti" da portare in piazza: fumogeni "per bloccare la vista alle guardie", petardi e mortai. Alcuni utenti, inoltre, avrebbero alluso a pistole e molotov da utilizzare contro le forze dell'ordine, mentre altri avrebbero individuato possibili obiettivi commerciali da prendere di mira.
Alla luce delle risultanze acquisite, la Digos di Pescara e il C.O.S.C. Abruzzo hanno depositato una congiunta informativa di reato per il delitto di istigazione a delinquere aggravata (art. 414, aggravato ex commi 2 e 3 c.p.) alla Procura della Repubblica di Pescara e a quella per i Minorenni de L'Aquila. Con la menzionata comunicazione di notizia di reato sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria quattro soggetti, di cui tre minorenni. Nei loro confronti sono stati richiesti decreti di perquisizione personale, locale e informatica, finalizzati all'acquisizione di riscontri probatori sull'effettiva partecipazione al gruppo attenzionato e al rinvenimento di eventuale materiale di travisamento, maschere antigas, armi o materiali esplodenti.
Le Autorità Giudiziarie interessate, condividendo la fondatezza degli elementi prospettati dalla polizia giudiziaria procedente, hanno ravvisato per tutti gli indagati elementi di reato in ordine all'istigazione a delinquere e, per il solo maggiorenne, anche in relazione alla detenzione di arma da sparo, disponendo le perquisizioni e delegandone l'esecuzione alla Digos di Pescara e al C.O.S.C. Abruzzo.
Tre dei provvedimenti sono stati eseguiti nella mattinata di venerdì 23 ottobre, in provincia di Pescara; la quarta perquisizione ha invece riguardato un minorenne residente in provincia di Chieti. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati gli smartphone in uso agli indagati, un coltello con meccanismo di estrazione della lama a scatto di circa 7 centimetri e una pistola softair, riproduzione di una Beretta 92 FS, priva di tappo rosso.
Le indagini del C.O.S.C. Abruzzo e della Digos proseguono per identificare altri partecipanti che si sono resi autori di contenuti di rilevanza penale. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, quanto ricostruito è da intendersi allo stato degli atti, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio.




