Atri e Pineto, patto per la fusione dei comuni

Entro settembre un consiglio comunale congiunto poi la parola passerà ai cittadini per il referendum consultivo

Atri e Pineto, patto per la fusione dei comuni

Dopo secoli di radici condivise, i comuni di Atri e Pineto hanno avviato ufficialmente il percorso di fusione. All’inizio di febbraio 2026, i sindaci Piergiorgio Ferretti (Atri) e Alberto Dell’Orletta (Pineto) hanno tenuto un incontro preliminare e dichiarato pubblicamente il loro “sì” alla fusione, segnando l’avvio concreto del processo.

La fusione proposta ha un forte significato storico. Pineto nacque infatti nel 1929 distaccandosi da Atri, con Mutignano come nucleo originario. Nel 1927 al comune di Atri era già stato aggregato il comune di Mutignano, ma l’unione fu di breve durata: con regio decreto del 28 marzo 1929, il territorio di Mutignano venne ricostituito in comune autonomo con la denominazione di “Pineto”. Nel 1933, Pineto annessé ulteriormente territori, consolidando la sua identità.

Il 12 giugno 2026 si è concluso un incontro istituzionale sul progetto di fusione con la sottoscrizione di un documento condiviso di “straordinaria rilevanza politica e istituzionale”. Questo è il primo atto ufficiale sottoscritto congiuntamente da tutte le forze politiche rappresentate nei Consigli Comunali delle due città, che hanno espresso il loro consenso e convinta adesione all’avvio del percorso di fusione.

Nel corso della riunione è stato concordato di convocare entro settembre 2026 un Consiglio Comunale congiunto, aperto alla partecipazione della cittadinanza, nel quale sarà illustrato il progetto di fusione, evidenziandone opportunità, punti di forza ed eventuali criticità.


La scelta finale, come ribadiscono i sindaci, doverà essere dei cittadini attraverso un referendum. Il cammino, se proseguirà, passerà dal confronto pubblico e dal referendum.

I due sindaci hanno aperto a un percorso condiviso alla creazione di un nuovo comune da 25.000 residenti. Questa fusione avrebbe importanti ricadute:


•    Maggiore peso politico istituzionale
•    Razionalizzazione dei servizi (vigili urbani, trasporto urbano, anagrafi, strutture sportive)
•    Spending review e ottimizzazione delle risorse

Nello dibattito sulla fusione, il Movimento 5 Stelle ha proposto di inserire anche il comune di Silvi, creando un ente ancora più grande. L’idea di un’unione tra Pineto, Atri e Silvi era già stata avanzata nel 2012, quando le tre assemblee municipali avevano deciso di avviare l’iter per un’Unione di Comuni che sarebbe diventata una città da 41.000 abitanti su 148 km².

La fusione tra Atri e Pineto rappresenta un passo storico per l’Abruzzo teramano, con due comuni che dopo 97 anni di separazione (dal 1929) tornano a unirsi. Il successo del progetto dependerà dal coinvolgimento delle comunità locali e dal voto finale dei cittadini mediante referendum.