Truffa Iva sull'immatricolazione di auto comprate all'estero. Sequestri per 550mila euro

Nei guai i gestori di due agenzie di pratiche auto a L'Aquila e nel Teramano. Scoperto il meccanismo per alterare i prezzi della compravendita delle macchine

Truffa Iva sull'immatricolazione di auto comprate all'estero. Sequestri per 550mila euro

ACQUISTI INTRACOMUNITARI DI AUTO. INDAGATI 4 RESPONSABILI ED EFFETTUATI SEQUESTRI DI DENARO E IMMOBILI PER UN VALORE DI OLTRE CINQUECENTOMILA EURO. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di L’Aquila hanno eseguito un sequestro di disponibilità finanziarie e di beni immobili per un valore di circa 550.000 euro, emesso dalla locale A.G. nei confronti dei responsabili di un’articolata truffa nel settore degli acquisti intracomunitari di automobili. La misura cautelare appena eseguita giunge al termine di una complessa attività di polizia giudiziaria, delegata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di L’Aquila, Dott.ssa Simonetta Ciccarelli, che ha consentito di individuare 4 responsabili, indagati per i reati di “Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art. 476 c.p.), “Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art. 479 c.p.), “Falsità materiale commessa da Privato” (art. 482 c.p.) e “Truffa aggravata ai danni dello Stato” (art. 640, comma 2, nr. 1, c.p.). In particolare, C.E. (Cl.’84), ponendosi quale mediatore nell’acquisto di autovetture tra privati e società comunitarie, mediante la presentazione di falsa documentazione (tra cui autocertificazioni a firma di ignari acquirenti e modelli di pagamento F24 contraffatti) e, soprattutto, con la compiacenza di due agenzie di pratiche auto operanti a L’Aquila e nel Teramano, gestite da C.A. (Cl.’49), C.M. (Cl.’80) e T.E. (Cl.’85), è riuscito, sottraendosi così al sistema informatizzato dei controlli previsti per le autovetture di provenienza comunitaria, a ottenere l’indebita immatricolazione in Italia di nr. 88 autovetture di importazione comunitaria. L’artefice della truffa in tal modo ha intascato dagli ignari acquirenti l’Imposta sul Valore Aggiunto dovuta sulle citate autovetture, per un importo complessivo pari a euro 551.662,71, senza però versarla nelle casse dell’Erario.

Redazione Independent

lunedì 15 ottobre 2018, 11:56

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