La penosa gestione della Legge Regionale sull'Informazione, si farà mai?

Plurimi gli interventi verbali dei nostri legislatori dopo il funerale de Il Tempo. Ma al di là delle chiacchiere Sclocco-Di Pangrazio-Savini non hanno fatto assolutamente nulla

La penosa gestione della Legge Regionale sull'Informazione, si farà mai?

LA PENOSA GESTIONE DELLA LEGGE REGIONALE SULL'INFORMAZIONE. La questione della Legge regionale sull'Informazione sta diventando una barzelletta visti gli interventi annunciati dei nostri legislatori, eletti all'Emiciclo da quasi un anno e puntulmente rinviati per motivi misteriosi. La domanda dunque è legittima: al centrosinistra, al primo governo Luciano D'Alfonso, interessa o no sostenere l'informazione, come avviene per tutti gli altri settori (agricolutra, industria, turismo, etc), oppure preferisce incoraggiare quel devastante processo di desertificazione che è in atto in Abruzzo? Perchè basterebbe dirlo, sarebbe anche più onesto invece di ribadire che sono tutti #JeSuisCharlie e che sono sempre lì a fiaccolare o in prima linea ai funerali (quelli del quotidiano Il Tempo). Anche il centrodestra, che con l'informazione in Abruzzo ha sempre avuto problemi (chiedere a Chiodi), non ha fatto un bel nulla ad eccezione del consigliere Giorgio D'Ignazio (NCD) che aveva presentato un'interrogazione per conoscere  - che c'è ancora da sapere? - la situazione dei media abruzzesi ed eventualmente per prendere provvedimenti. Nel frattempo che si mettevano d'accordo ecco che l'editore de "Il Messaggero chiudeva la redazione di L'Aquila, allargando quel processo di desertificazione di cui sopra. Inutile ribadire che le richieste presentate alle promesse del super esperto di fondi europei Giovanni Savini,  presente nel dibattito a Teramo, al presidente-giornalista Giuseppe Di Pangrazio - c'era sia al funerale de Il Tempo che al congresso regionale sull'Informazione pluririnviato per ragioni oscure - all'assessore alle Politiche Sociali Marinella Sclocco sono rimaste lettera morta. La Garanzia Giovani, ad esempio, (Fonte l'ufficio regionale) non ha dato lavoro che a 10 aziende, più o meno editoriali, per un monte risorse che conta quasi 8milioni di euro. Insomma che altro dire se non che nulla di quanto era stato promesso è stato fatto. Resta l'amaro in bocca perchè resteranno solo gli uffici stampa, cioè quelle figure pagata e scelta dal politico di turno e senza distinzione, per informare il cittadino abruzzese di quello che succede. Questo è, insomma... 

Nella foto: il subdirettore Marco Manzo che parla dell'emergenza nella sala Federico Caffè dell'Università d'Annunzio.

 

Redazione Independent

mercoledì 29 aprile 2015, 18:21

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