Ciarelli è ancora in fuga

Smentita della Squadra mobile di Pescara. Il principale indagato dell'omicidio Rigante non si è costituito

Ciarelli è ancora in fuga

OMICIDIO RIGANTE, CIARELLI E' LATITANTE - Secca smentita della Squadra Mobile di Pescara sulle ultime voci circolate in rete sulla possibile resa di Massimo Ciarelli, 29 anni, pluripregiudicato e principale indagato del barbaro omicidio di Domenico Rigante. Non è vero, dunque, che il rom, noto esponente di una famiglia molto in vista nel quartiere Rancitelli, abbia deciso di costituirsi - come detto - al comando dei Carabinieri di Tollo. E' ancora in fuga, forse si nasconde a Pescara: già, ma dove?

PERQUISIZIONI A TAPPETO - Il latitante è ricercato in tutta Italia, dove la famiglia Ciarelli ha diversi legami di parentela ma - secondo gli inquirenti che indagano sul caso - non dovrebbe avere abbandonato l'Abruzzo. Anzi, stando alle ultime indiscrezioni, si nasconderebbe proprio a Pescara:magari dentro qualche abitazione poco nota alle forze di polizia. Si stanno facendo delle perquisizioni a tappeto nei quartieri San Donato, Fontanelle ed, ovviamente, Rancitelli ma per ora del ricercato n.1 ancora nessuna notizia. C'è anche la pressione della comunità rom che spinge affinchè uno dei membri della spedizio di morte, che è costata la vita a Domenico Rigante, si faccia avanti ed esca allo scoperto.

ISTITUZIONI SOTTO PRESSIONE - E' evidente la pressione di tutta la Città di Pescara sugli uomini delle Istituzioni (Questore, Prefetto, Sindaco e Forze dell'ordine) affinchè assicurino, al più presto, alla Giustizia i killer di un padre di famiglia - la bambina di Domenico Rigante ha soltanto 6 mesi e crescerà senza padre - quale era Domenico Rigante. Gli amici della vittima, il fratello Antonio - forse probabile bersaglio della spedizione punitiva - e gli ultras del Pescara, tramite le parole del capo dei Rangers Mimmo Nobile, hanno dato cinque giorni di tempo per catturali. Un'ultimatum in piena regola che mette in imbarazzo la comunità pescarese e le istituzioni dinanzi alla violenza cieca di un pugno di delinqueti, quali erano gli assassini di Domenico Rigante, ucciso con un colpo di pistola, a sangue freddo, mentre era a terra e gridava di non essere ammazzato. 

Redazione Independent

 

venerdì 04 maggio 2012, 17:08

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