“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
"Zona rossa" a Chieti: verso sgombero di altre 50 abitazioni
I tecnici hanno consegnato al sindaco Legnini le relazioni sui sui rischi idrogeologici nei condomini Don Minzoni, Bel View, La Pinetina e Panorama. La decisione entro il 12 ottobre
Si prospetta lo sgombero di altre 50 abitazioni, nelle quali risiedono complessivamente circa 80 persone, nell’area di Chieti interessata dal dissesto idrogeologico. È quanto emerge dal lavoro del Gruppo tecnico di valutazione, composto da Comune di Chieti, Ufficio Speciale per la Ricostruzione Abruzzo, Genio Civile di Chieti e Università d’Annunzio, che ha consegnato al sindaco Giovanni Legnini le relazioni elaborate dopo i sopralluoghi effettuati in quattro edifici.
Le verifiche hanno riguardato ancora la zona di Santa Maria e nello specifico condomini Don Minzoni, Bel View, La Pinetina e Panorama e hanno evidenziato problematiche e criticità. Prima dell’adozione dei provvedimenti definitivi, l’amministrazione comunale ha previsto una fase di confronto con i residenti e la possibilità di presentare perizie e controdeduzioni tecniche entro il 12 ottobre.
Legnini ha definito il dissesto "una delle vicende più serie e complesse che la città è chiamata ad affrontare", sottolineando che "le decisioni dovranno essere assunte sulla base delle valutazioni tecniche e secondo i principi di precauzione e prevenzione". Il sindaco ha inoltre annunciato assemblee pubbliche e un confronto diretto con amministratori di condominio, proprietari e residenti.
L’amministrazione comunale ha assicurato assistenza alle famiglie interessate e trasparenza nelle procedure. Gli eventuali sgomberi saranno definiti al termine della fase di partecipazione e sulla base delle condizioni degli immobili e delle esigenze di tutela della pubblica incolumità. Nel frattempo, però, la preoccupazione cresce ed il quartiere si sta spopolando per evidenti ragioni ed è importante che le operazioni di messa in sicurezza del territorio, che costeranno circa 50 milioni di euro, entrino nella fase operativa il prima possibile.



