Stele Dannunziana, il Consiglio comunale delibera il restauro

L’atto impegna Sindaco e Giunta a destinare alla Stele le risorse liberate dal mutuo per l’ex Grand Hotel di via Orazio. Se non entro il 2026, l’intervento andrà nel triennale 2027-2029

Stele Dannunziana, il Consiglio comunale delibera il restauro

Nato da un emendamento di Marco Presutti, il Consiglio comunale di Pescara ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per la riqualificazione e il restauro della Stele Dannunziana. All’origine c’è un emendamento presentato dal consigliere Marco Presutti alla variazione di bilancio in discussione, che proponeva di destinare alla Stele il milione e 586 mila euro di mutuo iscritto per l’acquisto dell’ex Grand Hotel di via Orazio. Dal confronto in aula è nata l’opportunità di sostituire l’emendamento con un ordine del giorno condiviso, sottoscritto con Presutti dal Presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli, dal Presidente della Commissione Lavori pubblici Massimo Pastore e dal Presidente della Commissione Cultura Simone D’Angelo.

L’acquisto dell’ex Grand Hotel, iscritto nella variazione con il mutuo, sarà coperto in via definitiva con l’avanzo di amministrazione. L’ordine del giorno invita il Sindaco e la Giunta a destinare le risorse così liberate al restauro della Stele, integrandole se necessario anche con altre voci di bilancio. Se non sarà possibile entro il 2026, l’intervento dovrà essere previsto nel bilancio e nel Programma triennale dei lavori pubblici 2027-2029.

La Stele, alta 67 metri, opera di Vicentino Michetti, fu realizzata nel 1963 con il convinto impulso di Edoardo Tiboni per il centenario della nascita del poeta, insieme al Teatro-Monumento Gabriele D’Annunzio, con il quale forma un unico complesso monumentale. Oggi presenta distacchi di materiale, anche dai bassorilievi, e una generale condizione di fragilità.

«La necessità di restaurare la Stele l’ho sollevata più volte in quest’aula, senza che si trovasse mai un euro», dichiara Presutti. «Stavolta ho voluto indicare risorse precise, senza chiedere fondi nuovi né toglierli ad altro. Sono grato al Presidente Antonelli e ai Presidenti Pastore e D’Angelo per aver colto il senso della proposta e averla fatta propria, e a tutti i colleghi che l’hanno votata. L’Amministrazione sta investendo sul Teatro D’Annunzio circa 4,8 milioni di euro, in due lotti: prendersi cura anche della Stele vuol dire restituire alla città il monumento al poeta nella sua interezza».