Schettino icona del poco coraggio

Il Capitano della Concordia abbandonò la nave naufragata il 13 gennaio 2012 davanti all'Isola del Giglio. Ma la storia del nostro paese è ben altra, nonostante le parole della stampa estera

Schettino icona del poco coraggio

PER LA STAMPA ESTERA IL COMANDANTE SCHETTINO E' L'ICONA DEL POCO CORAGGIO ITALIANO. Il comandante del Costa Concordia Schettino, che come è noto abbandonò la nave naufragata il 13 gennaio 2012 davanti all'isola del Giglio, temo sarà ricordato a lungo come un tipico esempio di italiano, pauroso e meschino. Su Der Spiegel il giornalista Jan Fleichhauer infatti lo definì "un italiano tipo". Il quotidiano inglese The Independent, in un editoriale, commentava così la disavventura di Schettino ormai assunto ad icona del nostro presunto poco coraggio: "Gli italiani sono uno dei pochi gruppi etnici di cui sia ancora possibile prendersi liberamente gioco". Per consolidare nell'opinione pubblica mondiale la fama negativa che ci siamo conquistata, stampa e social network non si sono lasciati sfuggire l'accasione di sbandierare la notizia pompata ad arte che Schettino avrebbe tenuto una conferenza all'università La Sapienza di Roma sulla "gestione del panico".

IL SEQUESTRO DELL'ACHILLE LAURO ED IL COMANDANTE DE ROSA. Prova ne sia che nessun giornale ha commentato la morte avvenuta oggi di un comandante, di tutt'altra pasta, Gerardo De Rosa, morto oggi all'età di 80 anni. Il comandante De Rosa, napoletano come Schettino, balzò agli onori della cronaca nel 1985 quando un agguerrito gruppo palestinese armato del Fronte per la Liberazione della Palestina effettuò un clamoroso sequestro di 455 persone tra passeggeri ed equipaggio a bordo del transatlatico Achille Lauro in crociera nel Mediterraneo. La diplomazia internazionale e la mediazione di Arafat limitarono al massimo la perdita di vite umane tant'è che solo un cittadino americano, paralitico, Leon Klinghoffer venne giustiziato perché di origine ebrea. Tutti gli altri si salvarono grazie anche al sangue freddo del capitano De Rosa e alla sua abilità nel trattare con il commando palestinese.

UCCIDETE IL CAPITANO. In un'intervista rilasciata al quotidiano il Mattino così ricorda quei momenti di grave pericolo per la sorte delle persone a bordo: "Feci tutto il mio dovere favorito dalla fortuna. Ero sul ponte quando un uccello più piccolo di una tortora si posò sul mio braccio. Ha il ciuffo bianco, gli arabi lo chiamano Izir Alei Salam e credono che sia un messaggio di Allah. Da allora i Fedayn mi guardarono con maggior rispetto. Ne approfittai. E dire che odio gli uccelli!". Quando il commando minacciò di fare una strage De Rosa disse in inglese "uccidete il comandante!". Da quel momento, forte anche dell'ascendente conquistato con la storia dell'uccello, il comandante seppe sfruttare la stima conquistata riuscendo così a smussare la posizione intransigente dei fedayn. Alla fine i palestinesi si arresero in cambio dell'immunità e liberarono passeggeri ed equipaggio.

IL NAUFRAGIO DELL'ACHILLE LAURO ED IL CORAGGIO DEL SUO COMANDANTE GIUSEPPE ORSI. La sfortuna continuò a perseguitare l'Achille Lauro, la nave che i napoletani chiamavano la nave blu, anche dopo il sequestro. Alla fine del 1994 la nave da crociera subì un naufragio, si inclinò su un fianco ed affondo. Dopo aver fatto evacuare la nave, così come prescrive la legge del mare, buon ultimo anche il comandante Giuseppe Orsi si mise in salvo.

QUANDO CRAXI A SIGONELLA PROTESSE I FEDAYN DA UN BLITZ AMERICANO. Ad onor del vero anche l'epilogo del sequestro dell'Achille Lauro è degno di essere ricordato per il coraggio mostrato dall'allora presidente del consiglio Bettino Craxi. Il il 26 ottobre 1985 un gruppo di 50 militari americani al comando del generale di brigata aerea Stiner tentò di impossessarsi dei palestinesi autori del sequestro nella base di Sigonella minacciando con le armi i carabinieri a difesa dei palestinesi. La reazione del presidente del consiglio fu immediata:a sua volta fece circondare gli americani da altri carabinieri armati. La tensione salì alle stelle ma alla fine gli americani dovettero rinunciare al tentativo di impossessarsi dei palestinesi. Quello fu l'unico caso in cui un governo italiano seppe difendere la sua sovranità non sottomettendosi al volere dell'alleato americano.

Clemente Manzo