“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Pescara verso la “Città 30”: la proposta per il limite a 30 km/h in tutta la città
La sicurezza stradale al centro del dibattito dopo la morte di Sofia. Ordine del giorno in Consiglio, assessorato al lavoro sul piano
La proposta di trasformare Pescara in una “Città 30” — con limite di velocità a 30 km/h esteso alla massima parte del territorio urbano — è al centro del dibattito politico cittadino. L’iniziativa nasce sulla scia della drammatica morte di Sofia Di Dalmazi, la quindicenne investita da un’auto all’uscita da scuola lo scorso dicembre.
Lo scorso 17 dicembre 2024, l'ex consigliera Simona Barba (Avs-Radici in Comune) deposito' un ordine del giorno che impegna il Consiglio comunale a proclamare Pescara “Città 30”, istituendo il limite di 30 km/h «per la massima estensione del proprio territorio». Il documento chiedeva inoltre di:
· Monitorare i dati su incidenti, inquinamento e congestione per verificare l’efficacia della misura
· Installare autovelox dove necessario e potenziare controlli e sanzioni
· Trasformare progressivamente le attuali “zone 30” in “zone 20” o residenziali, ampliando aree pedonali e verdi
· Prevedere limiti fino a 50 km/h solo su alcune strade a grande scorrimento
«L’obiettivo è riportare la priorità alla persona, e non all’auto», spiegava Barba, «stabilendo la giusta visione per il futuro della città e della Nuova Pescara». La proposta richiama esplicitamente il Piano nazionale per la sicurezza stradale e la risoluzione del Parlamento europeo che raccomanda velocità massime di 30 km/h nelle zone residenziali e ad alta presenza di pedoni e ciclisti.
Parallelamente all’iniziativa consiliare, l’assessore alla Viabilità e Mobilità sostenibile Alfredo Cremonese ha annunciato un proprio progetto per estendere progressivamente il limite dei 30 km/h all’intera città, sul modello di Bologna. «Non una somma di singole zone 30, ma un progetto complessivo che abbracci l’intero territorio comunale». La limitazione partirà dalle aree più sensibili: scuole, parchi, impianti sportivi e chiese.
Il piano non si limita ai cartelli: prevede «interventi strutturali sulle strade, con attraversamenti pedonali rialzati, limitatori elettronici della velocità e restringimenti in corrispondenza delle intersezioni». La delibera di indirizzo dovrà passare in Giunta, poi alle commissioni consiliari e infine al Consiglio, con un percorso partecipativo che coinvolgerà associazioni e residenti.
Il sindaco Carlo Masci ha dichiarato che «il percorso è tracciato» verso una città a 30 all’ora. «A Pescara la velocità media è di 21 chilometri orari. Si rassegnino gli irriducibili», ha affermato, sottolineando che «il rispetto delle regole è indice di civiltà».
Il limite a 30 km/h è già in vigore in diverse aree: viale Marconi, corso Vittorio Emanuele (dopo la riapertura a senso unico), la Riviera sud, la zona di Porta Nuova (viale Pindaro) e, dall’ottobre 2025, la Zona 30 di via Fonte Romana davanti alla scuola Renzetti, vicino all’ospedale civile. A settembre 2025 sono stati annunciati tre appalti per oltre 400.000 euro destinati alla sicurezza stradale e all’ampliamento delle Zone 30 nei quartieri residenziali e attorno agli istituti scolastici.
Non mancano le voci critiche. La Fiab (Federazione italiana ambiente bicicletta) sostiene la misura ma denuncia che «a Pescara, in strade come viale della Pineta o lungo la Tiburtina, il limite è già fissato a 30, ma le macchine sfrecciano». «Se il limite 30 non viene rispettato, è inutile», aggiunge il presidente Francesco Mancini, citando il caso di Bologna che «in un anno ha azzerato gli incidenti mortali».
La proposta di “Pescara Città 30” dovrà ora affrontare il confronto in Consiglio comunale e il percorso deliberativo dell’assessorato. Il nodo centrale resterà l’effettiva applicazione delle regole: senza controlli adeguati e un cambiamento culturale, il rischio è che il limite resti sulla carta.



