“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Lutto nel mondo del ciclismo: Pescara piange Peppino Scurti
Il mondo delle due ruote piange una colonna del Trofeo Matteotti
Il ciclismo abruzzese piange la scomparsa di Giuseppe Scurti, da tutti conosciuto come Peppino, punto di riferimento delle due ruote. Nato a Pescara il 9 agosto 1945, Scurti per decenni ha rappresentato l'anima tecnica e organizzativa di questo sport, trasformando un destino agonistico interrotto bruscamente, in una vita dedicata alla crescita dei giovani talenti e al prestigio delle corse di casa nostra.
In poco più di sette anni - dal 1961 al maggio del 1968 - riuscì a collezionare l'impressionante cifra di 92 vittorie. Numeri che gli spalancarono le porte del professionismo. Il destino, tuttavia, gli voltò le spalle. Il 12 maggio 1968, durante il Trofeo Matteotti a Firenze, riservato ai dilettanti, fu vittima di un gravissimo incidente. Nonostante questo arrivò la firma di un contratto da professionista per il 1969 con la squadra Costa Azzurra, ma il pieno recupero fisico non arrivò mai, impedendogli di disputare anche una sola gara nella massima categoria.
Chiusa dunque la parentesi da corridore, Scurti mise la sua enorme esperienza a disposizione delle nuove generazioni. È stato un pilastro della Struttura Tecnica Abruzzese per il Settore Dilettantistico in veste di Direttore Sportivo. La sua esperienza, unita alla profonda conoscenza del mondo delle due ruote, lo portò a essere scelto per ben otto volte come selezionatore per appuntamenti di prestigio come il Giro della Lunigiana e il Campionato Italiano Dilettanti Juniores, segnando il percorso di crescita di decine di giovani atleti. Per ben 46 anni, Scurti ha fatto parte della macchina organizzativa del Trofeo Matteotti, portando avanti la tradizione di una corsa che amava profondamente e che, ironia della sorte, aveva segnato il bivio della sua carriera. Nel 1994 crea in uno spazio adiacente la sua abitazione il Museo del ciclismo, chiamato ‘La Stalla’. All'interno erano conservate maglie, trofei, bici, ricordi indelebili di bellissimi campioni, abruzzesi e mondiali. Era inoltre il ritrovo di tantissimi atleti come Ciccone, Cataldo, i fratelli Masciarelli, Taccone, La Cioppa, Marcelli, Di Toro e tanti altri. Con la scomparsa di Giuseppe Scurti, l’Abruzzo perde un uomo di sport d’altri tempi, capace di reagire alle avversità con il lavoro e la passione. La camera ardente è allestita presso l’obitorio dell’ospedale civile di Pescara. Lascia la moglie Gabriella, la figlia Anita e la nipote Natalia. I funerali si svolgeranno domani, 20 marzo, alle 15.30 nella Basilica della Madonna dei Sette Dolori.




