La giornata 'pescarese' del Premier Matteo Renzi

Giovedì prossimo il Capo del Governo Italiano sarà a Pescara per una serie di appuntamenti istituzionali e 'spottare' la campagna referendaria per il "Sì" in cui si gioca tutto

La giornata 'pescarese' del Premier Matteo Renzi

LA GIORNATA 'PESCARESE' DEL PREMIER MATTEO RENZI. La giornata 'pescarese' del premier Matteo Renzi sta dividendo il nostro Abruzzo. Questo è evidente, almeno da quello che si legge sui social e forum spoltoresi, dai post "pro" o "contro" il Capo del Governo Italiano impegnato in una 'ferocissima' campagna referendaria da cui dipenderà anche il futuro del "rottamatore" toscano. Le ragioni sono per molti versi ovvie e comprensibili: c'è chi è a favore e chi è contro questo Partito Democratico di centrosinistra 'renziano' allargato al nuovo centrodestra. Ma uscendo dalla questione dell'appartenenza politica si possono cogliere sia gli aspetti positivi, che i feedback negativi, di questa inaspettata visita del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per esempio c'è l'inaugurazione del Festival delle Letterature dell'Adriatico, appuntamento 'cultorale' che godrà del 'spottone' nazionale verosimilmente riportato dai telegiornali di tutto il Paese. Matteo Renzi sarà intervistato da Luca Sofri, direttore artistico del Festival nonchè marito della neodirettrice di RaiTre Daria Bignardi. Per quanto riguarda le cosiddette 'perplessità', e qui entriamo nel campo delle note dolenti, dobbiamo aprire un capitolo a parte che proveremo a sintetizzare. Perchè se è vero che alcuni sono 'peccatucci' lievi altri, al nostro giudizio relativo, rappresentano una grossa fonte di preoccupazione. Ad esempio l'opportunità di questo spot elettorale, nei giorni dell'emergenza terremoto nel Centro Italia e sottolineato senza inibizioni dal 'tifoso' abruzzesee che magari aspira ad una promozione - quando prima militava altrove - oppure ad un avanzamento di carriera o più semplicemente perchè è davvero convinto. Perchè l'uomo politico più potente d'Italia intende cambiare con la Riforma Renzi-Boschi (o Boschi-Renzi) la nostra 'carta fondamentale' nonostante la arcinota sentenza (n.1/2014) della Corte Costituzionale, giudice delle leggi e supremo organo di garanzia dello Stato, che impone al Parlamento eletto col "Porcellum" limitazioni massime, figuriamoci cambiarla. Secondo noi c'è un pericoloso rischio democratico nel nostro Paese. Un pauroso sbilanciamento degli equilibri nell'architettura dello Stato che verrà irrevocabilmente cambiata dall'introduzione della cosiddetta 'clausola vampiro' che attribuisce allo Stato il potere di intervenire in qualsiasi materia di competenza legislativa esclusiva delle Regioni “quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell’interesse nazionale”. Senza contare la concentrazione del medesimo a fronte di pochi vantaggi economici, facilmente superabili limitando, tanto per fare un esempio, le spese militari che ci costano 80 milioni di euro al giorno. Nel frattempo migliaia di italiani, compresi tantissimi nostri giovani concittadini, stanno abbandonando il nostro Paese in cerca di altre opportunità per un progetto di vita quasi impossibile da raggiungere nel nostro avaro contemporaneo. A settembre il tasso di disoccupazione calcolato dall'Istat, considerando anche i 'voucher' lavoro introdotti col Jobs Act, è salito ancora.  Ecco, cari adorati indipendenti, dal prossimo giovedì mancheranno solamente 24 giorni al referendum 'senza quorum' del 4 dicembre. E questo, cari adorati abruzzesi, è un appuntamento che non possiamo assolutamente mancare come non ricordare quali siano le priorità del nostro, l'emergenza occupazione, e non la nostra Costituzione, nata dalle ceneri del fascismo, che invece non ha nulla che non va. Se non quella che resta inapplicata, ma questa è ancora un'altra storia.

"L'Italia - recita l'Articolo 1 della nostra Bibbia laica - è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".

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