La città di Teramo revoca il gemellaggio con Rishon Le Zion

Il voto del consiglio comunale rappresenta un iniziativa di forte valore politico e attualmente unica in Italia

La città di Teramo revoca il gemellaggio con Rishon Le Zion

“Finalmente non vedremo più la bandiera dello Stato genocida di Israele sui cartelli di ingresso della nostra città”.  Comincia così la nota stampa della Casa del Popolo di Teramo in riferimento alla votazione del Consiglio comunale di Teramo di oggi pomeriggio, 2 luglio 2026, con cui si è deciso di rescindere il gemellaggio con la città israeliana di Rishon LeZion. “Una scelta di elementare umanità, il minimo sindacale - proseguono- per chi si dichiara democratico e progressista, che sarebbe dovuta maturare spontaneamente dentro l’assise cittadina ed è arrivata invece solo dopo troppo tempo, dopo mesi di melina e lunghe esitazioni. Perché se oggi si arriva finalmente a questo risultato politico è grazie alla pressione popolare, alla mobilitazione delle teramane e dei teramani che in questi anni non hanno mai fatto un passo indietro, battendosi per sottrarre la città a ogni forma di complicità con lo Stato sionista, a partire dalla contestazione delle visite celebrative dell’ambasciatore israeliano, accolto con tutti gli onori dall’amministrazione comunale nel 2025 alla Gammarana, presso il Parco della Scienza, fino alla contestazione di Stefano Pontecorvo, presidente della Leonardo Spa, all’Università di Teramo”. E poi: “ Un’amministrazione ormai ferma, in attesa dei prossimi sviluppi elettorali,mha dovuto prendere atto della volontà della popolazione teramana di recidere ogni legame, anche simbolico, con lo Stato sionista. È grazie a questo lungo lavoro di lotta sul territorio che Teramo diventa così il primo Comune italiano a revocare un gemellaggio con una città israeliana. Un gesto simbolico che non fermerà da solo il genocidio in corso né metterà fine all’occupazione sanguinaria”. Gli scriventi aggiungono che “non è la prima volta che questa città sceglie di stare dalla parte della resistenza contro l’oppressione. Oltre ottant’anni fa, a Bosco Martese, veniva combattuta una delle prime battaglie in campo aperto contro l’occupazione nazifascista. Oggi quella memoria continua a vivere ogni volta che una comunità rifiuta di essere complice dell’oppressione e sceglie di rompere i legami con chi la perpetua”. Infine l’appello per una condanna unanime. “Ci auguriamo che questa decisione contribuisca a rafforzare la campagna internazionale di isolamento politico, economico e culturale dello Stato di Israele e incoraggi altre città a rescindere gemellaggi e relazioni istituzionali, a partire da Milano, che non è ancora riuscita a tagliare i,legami con Tel Aviv quando ne ha avuto l’occasione. La rescissione del gemellaggio chiude una pagina, ma non il nostro impegno. La vera coerenza di questa scelta si vedrà nei passi successivi. Per questo ci auguriamo che Teramo abbia anche l’ambizione di compiere un ulteriore passo politico: aprire un gemellaggio con una città palestinese. Sarebbe il modo più coerente per dimostrare che questa città sceglie consapevolmente da che parte stare, costruendo un rapporto di solidarietà con la Palestina”.