La "Quarta Mafia" opera nel Vastese e Sulmonese

A parlare della presenza della Società Foggiana in Abruzzo e' il procuratore generale Alessandro Mancini in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario

La "Quarta Mafia" opera nel Vastese e Sulmonese

Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 a L’Aquila, il procuratore generale Alessandro Mancini ha lanciato un monito sulle infiltrazioni mafiose in Abruzzo, descrivendole come “silenti ma attente” al territorio. Ha sottolineato come la regione non sia immune dalla presenza di mafie tradizionali, nonostante l’assenza di strutture stabili o violenza manifesta.


Mancini ha aperto il suo intervento affermando che “l’Abruzzo non presenta fenomeni endemici e diffusi di criminalità organizzata, anche grazie all’azione delle Forze dell’Ordine e al senso civico della popolazione”. Tuttavia, ha invitato a “mantenere alta la soglia di attenzione” per prevenire infiltrazioni, citando la relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) che evidenzia azioni “diffuse e intermittenti” di camorra, ’ndrangheta e mafia foggiana la cosiddetta "quarta mafia". Secondo il procuratore, queste mafie puntano a “interessi economico-finanziari e agli appalti pubblici” senza ricorrere, per ora, a violenza.

Le aree più vulnerabili indicate da Mancini sono il Sulmonese, il Vastese, la Valle Peligna e la Valle Subequana, con particolare interesse per contesti “vulnerabili e appetibili sotto il profilo economico”. I settori esposti includono ristorazione, edilizia, logistica, servizi ambientali e gestione rifiuti, con infiltrazioni nei subappalti pubblici tramite prestanome. Recentemente, un’inchiesta della Procura europea ha portato a richieste di rinvio a giudizio per sette imprenditori in queste zone, confermando il rischio.

Mancini ha descritto la criminalità abruzzese come “sostanzialmente stabile” nel 2025 rispetto all’anno precedente, ma con “crescente percezione di insicurezza tra i cittadini”. Pescara guida l’indice di criminalità provinciale, seguita da Teramo e Chieti, con incrementi in furti in abitazione, truffe online (soprattutto agli anziani) e spaccio di stupefacenti. L’allarme mafioso si inserisce in un quadro che richiede non solo repressione, ma anche prevenzione culturale e controlli prefettizi, come le interdittive antimafia emesse recentemente.