La Proger Chieti non vince più, anche Recanati "sbanca" il PalaLeombroni nel finale

Alla vigilia era considerata la partita della svolta ma finisce 62-69 per i marchigiani. Galli: "Dobbiamo restare uniti"

La Proger Chieti non vince più, anche Recanati "sbanca" il PalaLeombroni nel finale
LA PROGER NON VINCE PIU’, ANCHE RECANATI SBANCA IL PALALEOMBRONI NEL FINALE 62-69. Era considerata alla viglia la partita della probabile svolta, alla luce di quanto successo durante la settimana precedente, contro una diretta rivale avente gli stessi punti in classifica. La scelta fatta dalla società e proclamata dal presidente Di Cosmo in diretta televisiva mercoledì scorso, di preferire Ivan Lilov a Ty Abbott, emigrato immediatamente a Treviso, al fine di ridare equilibrio alla squadra, non ha per il momento portato i risultati che alcuni si attendevano. Eh sì, perché sono risultati che stavano arrivando prima che il bulgaro s’infortunasse ma alle Furie restano le solite carenze mentali riferite alla gestione della gara e la solita panchina corta, che la società ha già promesso di ritoccare dal 18 gennaio. Emergono conseguentemente i malumori dei tifosi, ancora per la verità troppo pochi al PalaLeombroni per una città che sognava da oltre un ventennio il ritorno ai ‘piani alti’ del basket; c’è qualche sconsiderato che prova a lanciare un segnale alla società per il cambio tecnico: nulla di più sbagliato!!! E’ umanamente impensabile che un coach, capace di far innamorare un’intera città per le gesta compiute nello scorso campionato, abbia dimenticato come si allena e si gestisce una squadra. Piuttosto, senza voler accampare inutili scuse, bisogna considerare l’accresciuto livello tecnico del torneo dopo l’accorpamento voluto lo scorso anno dalla federazione, l’ottima partenza delle Furie prima di aver riempito l’infermeria in ogni settimana, un successivo calendario impossibile con diversi giocatori della squadra in ripresa di forma e quindi non al 100%, il continuo cambio d’identità (Lilov/Abbott/Lilov) proprio a causa dei sopracitati infortuni. Tutto ciò, oltre ad impedire il sereno lavoro allo staff tecnico della Proger, ha naturalmente generato un calo psicofisico che è alla base di queste ultime sconfitte, maturate per lo più nel finale di ogni gara. Così come non è serio pensare al fatto che una società, sempre in crescita a livello gestionale negli ultimi anni, non sappia più fare le proprie scelte. Sarebbe il caso di stringersi tutti attorno alla squadra e alla società con il calore che ha sempre distinto la città di Chieti nel corso della sua storia cestistica e non lasciarsi suggestionare dai continui cambi tecnici ormai di moda solamente nel mondo di qualche altro sport di tendenza. Il lavoro serio ha sempre pagato e, a quanto risulta oggi, la Proger è composta da validissimi professionisti in ogni ruolo che hanno solo bisogno di tranquillità e di un grande apporto cittadino per portare a termine la missione di inizio stagione: la permanenza in serie A2. Preferisco soffermarmi su questi punti piuttosto che analizzare una gara che, date le premesse, risulta facilmente intuibile per il suo svolgimento: i soliti tre quarti in equilibrio, con una Proger ben messa in campo, che va in vantaggio nella prima frazione e viene avvicinata da Recanati nella seconda, nel momento delle necessarie rotazioni. Poco conta se tra gli stranieri dei marchigiani era presente il caro ex Adam Sollazzo, autore peraltro di una gara che i tifosi teatini conoscono a memoria per personalità, quantità e qualità. I dati parlano chiaro: 45 rimbalzi contro i 33 di Recanati, segno che la difesa della Proger c’è, esiste ed è un’ottima realtà!!! Sono state le percentuali al tiro e le palle perse ad aver fatto la differenza in una gara in cui hanno contato più i nervi saldi che altro. Ecco, i nervi saldi: in attesa di rinforzi, coach Galli ed il suo staff dovranno lavorare esclusivamente su questo fattore, piuttosto che su questioni tecniche ugualmente fondamentali. Da non dimenticare l’età media delle Furie, con il solo Allegretti a superare i sei lustri e tanti giovani e giovanissimi ad affrontare un campionato difficilissimo. Forza Furie, domenica prossima troverete un Legnano caricato a mille, dopo la vittoria esterna di ieri in terra trevigiana.

COACH GALLI: "RESTIAMO UNITI". "Bisogna lavorare su tutto. Per migliorare bisogna avere i giocatori in palestra sani e pronti ad allenarsi. Questa è stata una settimana veramente complicata visti i tanti piccoli problemi che abbiamo avuto, speriamo che Piazza abbia avuto solo un affaticamento e poi martedì ricominciamo a lavorare". Sul match contro Recanati non ha dubbi: "direi che la partita di oggi l'abbiamo giocata con energia, magari ci è mancata un po' di lucidità e nell'ultimo quarto c'è stata un po' di stanchezza. Per tre quarti ha funzionato quasi tutto, sul 59 pari il lay-up sbagliato di Armwood ci ha psicologicamente messo in difficoltà visto che il parziale finale degli ultimi 3 minuti è stato di 10-3".
 
PARLA MARCO ALLEGRETTI. "L'abbiamo persa nel secondo tempo, quando loro sono rientrati e non siamo riusciti ad avere quella scossa che ci avrebbe permesso di portarla a casa, poi è salito il nervosismo, un po' di tensione... è già successo altre volte che quando non riusciamo più a imporre il nostro gioco e sale il nostro ritmo dell' avversario, non riusciamo a reggere di testa. Dobbiamo cercare di risolvere questi limiti il prima possibile, anche questa sera dimostri di giocar bene, di aver voglia, di avere grinta, di passare la palla e di fare una buona pallacanestro e poi all'improvviso si spegne la luce. E' sicuramente una questione mentale. Purtroppo quando sale il nervosismo non riusciamo più a fare anche quelle cose che prima ci riuscivano bene, specie in difesa. Avevamo preparato bene la partita su Sollazzo che è un ottimo giocatore e attacca benissimo il canestro. Nel primo tempo abbiamo difeso molto molto bene, poi è stato Lawson a sbloccare la partita, abbiamo fatto molta fatica a difendere sui loro pick'n pop perchè o difendevi su Sollazzo in penetrazione o difendevi su Lawson. Mi sento però di dire che abbiamo perso questa partita per demeriti nostri, specie nel secondo tempo".
COACH ZANCHI DA' LA COLPA AGLI INFORTUNI. "Abbiamo iniziato la partita cercando di far giocare Lawson vicino a canestro in modo da trovare qualche fallo e questo ci è servito perchè nel momento del nostro break Armwood era fuori per falli e quindi Chieti ha coperto meno l'area. E' vero anche che nel primo tempo abbiamo fatto l'errore di palleggiare troppo e di non muovere tanto la palla e quindi far sì che loro potessero adattarsi al nostro attacco. Nel secondo tempo spesso abbiamo avuto la possibilità di trovare tiri affini alle nostre caratteristiche. L'abbiamo vinta dietro perchè siamo stati bravi a chiudere il loro gioco: hanno grandi tiratori e grandi giocatori in uscita dai blocchi che all'inizio ci hanno fatto molto male ma poi siamo riusciti a fare la difesa che avevamo preparato per questa partita. Abbiamo lavorato anche noi con grosse difficoltà perchè anche noi siamo stati falcidiati dagli infortuni, cercando di mantenere sempre gli uno contro uno per andare in meno rotazione possibile perché loro in questi casi sono letali e cercando in attacco di farli muovere, creando dei mismatch. La scelta del pick'n pop era dettata dalle caratteristiche di Lawson, visto anche l'affollamento in area dopo le penetrazioni di Traini e Sollazzo".

TABELLINO: PROGER CHIETI- BASKET RECANATI 62-69 (17-10, 33-25, 51-52)

 
Proger Chieti: Piazza, Allegretti 8 (2/3, 0/2), Piccoli, Vedovato 2 (1/1 da due), Sergio 8 (1/3, 2/7), Lilov 17 (1/4, 5/11), Monaldi 11 (3/6, 1/5), Armwood 16 (8/13, 0/2) N.E.: Marchetti, Sipala, De Martino
Tiri Liberi: 6/8 – Rimbalzi: 45 34+11 (Armwood 13) – Assist: 12 (Monaldi 5) –
Cinque Falli: Armwood
Basket Recanati: Forte, Pierini 9 (1/4, 1/4), Lauwers, Traini 13 (2/4, 3/6), Bonessio 2 (0/1 da due), Maspero, Lawson 25 (5/12, 3/9), Sollazzo 20 (8/13, 0/2) N.E.: Nwokoye, Procacci
Tiri Liberi: 16/22 – Rimbalzi: 33 25+8 (Lawson 11) – Assist: 10 (Sollazzo 5)
Parziali: (17-10, 16-15, 18-27, 11-17)

 
Stefano Tortoreto