“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Il Principe Saudita in visita al "Modello Santo Stefano di Sessanio"
Sua Altezza Reale, bin Talal bin Abdulaziz Al Saud, Governatore della Provincia di Asir ricevuto nel celebre borgo aquilano divenuto modello di tutela e rigenerazione paesaggistica e storica
Nel pomeriggio di oggi Sua Altezza Reale il Principe Turki bin Talal bin Abdulaziz Al Saud, Governatore della Provincia di Asir nel Regno dell’Arabia Saudita, ha visitato il borgo di Santo Stefano di Sessanio per conoscere direttamente il modello di rigenerazione territoriale fondato sulla tutela integrale del costruito storico e del paesaggio.
La visita si inserisce in un percorso di dialogo internazionale avviato nei mesi scorsi, quando il Principe aveva invitato l’imprenditore Daniele Kihlgren a visitare alcune aree interne della regione dell’Asir, tra cui Ghiya Village, caratterizzate da un patrimonio architettonico vernacolare di grande valore e da un rapporto ancora integro tra insediamento umano e morfologia del territorio. L’obiettivo era comprendere se e come il modello applicato a Santo Stefano di Sessanio potesse essere adattato e replicato anche in contesti extraeuropei.
Proprio le forti analogie tra questi insediamenti, costruiti seguendo le curve di livello del terreno e in profonda continuità con il paesaggio naturale, hanno spinto Sua Altezza Reale a visitare personalmente il borgo abruzzese per osservare sul campo i risultati di un approccio che rifiuta la nuova edificazione e fonda lo sviluppo sulla conservazione dei ruderi, delle abitazioni medievali abbandonate e dell’identità originaria dei luoghi.
Durante il sopralluogo, il Principe ha manifestato particolare apprezzamento per la decisione assunta dall’amministrazione pubblica di procedere all’abbattimento dell’edificio dell’ex Ostello del Cavaliere, un manufatto fuori scala e fuori contesto, realizzato in passato con fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Un atto emblematico che riafferma il principio secondo cui la tutela del paesaggio passa anche dall’eliminazione dei detrattori architettonici, ristabilendo il corretto rapporto tra costruito storico, suolo e paesaggio.
Il modello di Santo Stefano di Sessanio si fonda infatti su un principio chiaro, non costruire nulla di nuovo, ma recuperare ciò che esiste, rispettando la struttura urbana storica, le tecniche costruttive originarie e la cultura materiale e immateriale del luogo. Un approccio che oggi viene riconosciuto a livello internazionale come leva di sviluppo economico, sociale e culturale per le aree interne.
Nel corso della visita, Sua Altezza Reale ha incontrato artigiani e operatori locali, visitando una bottega della lavorazione della lana, un laboratorio del legno, un panificatore storico del borgo, e successivamente le camere dell’albergo diffuso, la Cantina e il ristorante Sextantio Cucina, accompagnato da Daniele Kihlgren. Un sistema integrato in cui ospitalità, artigianato e paesaggio costituiscono un unico ecosistema economico.
I risultati sono oggi misurabili. Il processo di rigenerazione ha trasformato un borgo destinato allo spopolamento in un modello di economia diffusa, con la nascita di 26 micro attività locali e un sistema ricettivo passato, nell’arco di quindici anni, da una sola struttura a oltre venti, garantendo la permanenza e il ritorno dei residenti sul territorio.
Questo approccio, già oggetto di attenzione da parte della Banca Mondiale per progetti di rigenerazione nei Balcani, e oggi al centro di altre interlocuzioni internazionali, dimostra come la tutela del patrimonio storico minore e del paesaggio non sia un vincolo allo sviluppo, ma una scelta strategica capace di generare valore durevole.
La visita del Governatore della Provincia di Asir conferma Santo Stefano di Sessanio come riferimento internazionale per le politiche di rigenerazione delle aree interne e rappresenta un invito esplicito alle amministrazioni locali a farsi promotrici di modelli di sviluppo fondati sulla conservazione, sulla non costruzione del nuovo e sul rispetto dell’integrità dei luoghi.




