“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Giulianova, docente colto da malore dopo un richiamo
CNDDU interviene sull’autorevolezza della scuola: "Un richiamo non è una trattativa. Servono regole chiare e sostegno agli insegnanti, senza lasciarli soli”
Ancora un episodio di tensione a scuola. Presso l’Istituto “Crocetti-Cerulli” di Giulianova, un docente ha accusato un grave malore ed è stato trasportato in ospedale dopo un acceso confronto con uno studente che era stato richiamato durante la lezione. Non risulterebbe esserci stato contatto fisico. La dinamica è ancora al vaglio delle autorità competenti.
Sul caso interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che pur invitando alla cautela sottolinea come l’accaduto ponga una questione centrale: l’autorevolezza della funzione docente e la capacità della scuola di far rispettare le proprie regole. “Un docente che richiama uno studente non sta aprendo una trattativa – afferma il CNDDU –. Sta esercitando una responsabilità del suo ruolo”. Il dialogo è essenziale, ma non significa che ogni regola sia negoziabile.
Preoccupa, in particolare, la possibilità che un richiamo venga percepito come una provocazione da contrastare con atteggiamenti intimidatori. Se confermati, non potrebbero essere considerati una semplice intemperanza adolescenziale. La disciplina scolastica ha una finalità educativa e richiede interventi proporzionati. Anche le famiglie sono chiamate a collaborare, condividendo la responsabilità educativa.
Il CNDDU esprime vicinanza al docente ricoverato e auspica un rapido recupero. Alla comunità scolastica spetta ora accertare i fatti e assumere, con equilibrio e fermezza, le decisioni conseguenti. La scuola non ha bisogno di severità fine a se stessa, ma della certezza che una regola abbia valore e che nessun insegnante sia lasciato solo quando esercita con correttezza il proprio ruolo.



