“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
«Fuori le multinazionali dall'Università»
Unich. Gli studenti del Coordinamento Universitario "No Ombrina Mare 2" accusano il Rettore e contestano l’iniziativa della Mediterranea Oil and Gas
OMBRINA MARE 2. GLI STUDENTI CONTESTANO: «FUORI LE MULTINAZIONALI DALL’UNIVERSITÀ». Non si placa la polemica intorno al progetto "Ombrina di Mare 2", la piattaforma petrolifera che la società Mediterranean Oil and Gas vorrebbe realizzare a largo della costa teatina. A finire nel mirino, questa volta da parte degli studenti, anche il Rettore dell'Università di Chieti reo di avere ospitato l'iniziativa. «Ancora una volta - scrivono gli studenti di Rivolta Universitaria - una multinazionale interessata a trarre profitto dal nostro territorio fa ingresso in pompa magna all’università “pubblica” G. d’Annunzio. Come avvenne con l’Eni, interessata alla realizzazione del Centro Oli a Ortona e la Forest Oil, con progetti petroliferi a Bomba, l’intera istituzione universitaria ed il dipartimento INGEO danno campo libero, senza alcun contraddittorio, agli spot dei manager e dei dipendenti della Mediterranean Oil & Gas, responsabile del progetto Ombrina Mare 2. Per quale motivo - si domandano dal collettivo "No Ombrina di Mare 2" - i rappresentanti dell’istituzione universitaria, in primis il Rettore, non hanno ritenuto necessario dare voce a qualcuna tra le 30.000 persone scese in piazza a Pescara il 13 aprile scorso, espressione di varie realtà sociali contrarie al progetto Ombrina (dalle associazioni ambientaliste di caratura nazionale, passando per comitati e movimenti incidenti sul territorio, fino ad arrivare a rappresentanti autorevoli del commercio e della produzione agricola abruzzese)?». Gli studenti del Comitato "No Ombrina di Mare 2" se la prendono anche col prof. Mario Rainone. «Gli studenti e le studentesse di geologia - scrivono - hanno infatti partecipato al seminario didattico organizzato dagli stessi petroliere a quella che ci è sembrata una beatificazione del progetto, spacciandola per un seminario didattico. Lo stesso professore, nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa - aggiungono dal Comitato - non nega di aver intrattenuto rapporti lavorativi con la multinazionale Forest Oil Gas, che poi ha accolto all’università con le stesse modalità di oggi. Come studenti e studentesse della d’Annunzio, denunciamo l’ennesima strumentalizzazione dell’università pubblica, della nostra formazione e del nostro futuro al pensiero unico e dominante che impone l’ideologia dello sviluppo in termini meramente economici e l’energia fossile come unica e principale risorsa; agli interessi del capitale e di un sistema economico che spaccia per soluzione ciò che in realtà è già problema.
D’altronde questa strada è già stata tracciata dalla riforma universitaria firmata Gelmini, che avalla formalmente l’ingresso degli interessi privatistici all’interno dei CdA d’ateneo».
Redazione Independent