“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Cocaina dal porto di Ravenna ai "doppi fondi": smantellate due associazioni criminali
Importati oltre 54 chili di cocaina in un anno, aggrediti immobili, auto di lusso, orologi e denaro contante per un valore di 16 milioni. Sequestri anche in Abruzzo
Un'operazione antidroga di vasta scala, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Rimini sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Bologna, ha portato all'esecuzione di 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere e a un decreto di sequestro preventivo di beni per oltre 16 milioni di euro.
Le indagini hanno consentito di ricostruire l'organigramma di due associazioni criminali: la prima finalizzata ad acquistare ingenti quantitativi di cocaina da rivendere sulle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe; la seconda costituita per reinvestire, riciclare e reimpiegare i profitti illeciti derivanti dal narcotraffico.
Complessivamente si procede, a vario titolo, nei confronti di 35 indagati per i reati previsti dall'art. 74 del D.P.R. 309/1990 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti). A 6 indagati viene inoltre contestato il delitto di associazione per delinquere di cui all'art. 416 cod. pen., per aver partecipato a un sodalizio finalizzato prevalentemente a commettere reati come usura, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio e abusiva attività finanziaria. Si segnala che non tutti gli indagati sono sottoposti a indagini preliminari per la totalità delle ipotesi di reato contestate.
L'attività investigativa, resa particolarmente complessa dall'uso da parte degli indagati di falsi documenti d'identità, telefoni criptati e numerose autovetture munite di "doppio fondo", ha permesso di ricostruire nel tempo l'operatività del sodalizio. Sfruttando una capillare rete di distribuzione sul territorio provinciale, in un arco temporale di un anno gli indagati hanno importato partite di cocaina per un quantitativo superiore a 54 chili, di cui 13 sequestrati in Italia tra il gennaio e l'agosto del 2025, contestualmente all'arresto in flagranza di 3 responsabili.
Nel corso di distinti interventi sono stati sequestrati 2 chili di cocaina rinvenuti all'interno di un'intercapedine appositamente ricavata in un'autovettura, 7 chili all'interno del frigorifero di un'abitazione e 4 chili nello scafo di una nave cargo attraccata al porto di Ravenna.
Nella seconda fase dell'operazione i finanzieri hanno concentrato l'attenzione sul patrimonio riconducibile ai membri dell'organizzazione e sui reati lucrogenetici commessi per reinvestire i proventi del traffico di droga. Grazie a meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, contestualmente alle ordinanze di custodia cautelare è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di 23 beni immobili, 2 terreni, preziosi (orologi e monete da collezione), denaro contante per 321.000 euro, 9 autovetture e 3 motocicli, per un valore complessivo di oltre 16 milioni di euro.
L'operazione ha visto la collaborazione dei Comandi Provinciali di Bologna, Foggia, Forlì-Cesena, L'Aquila, Ravenna e Verona, il concorso del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata di Bologna (G.I.C.O.), con il coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.).
«L'operazione di servizio — si legge nella nota della Guardia di Finanza — testimonia l'impegno profuso a presidio della sicurezza e a tutela della legalità economico-finanziaria del Paese, con particolare riferimento al contrasto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e all'aggressione patrimoniale delle ricchezze illecitamente accumulate». Il sequestro di patrimoni illeciti, anche sotto forma di "beni rifugio", assume inoltre un valore «sociale», poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze possedute dalla criminalità.
Allo stato e salva la presunzione di innocenza degli indagati.




