“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Chieti Calcio, il punto di non ritorno: sfuma la trattativa Visani, i calciatori annunciano l'addio
I fratelli Viani rinunciano ad acquisire la società. I calciatori annunciano l'addio dopo la gara di domenica
Il peggiore dei finali previsti è diventato realtà. La crisi societaria del Chieti Calcio ha toccato il punto di non ritorno nelle ultime ventiquattr'ore, segnate dalla definitività del "no" da parte degli imprenditori Emanuele e Luca Visani e dal drammatico comunicato di risposta firmato compattamente dall'intera rosa della prima squadra. Una combinazione di eventi che spalanca le porte al libero tutti, sancendo la fine di qualsiasi speranza di salvataggio all'orizzonte.
A far tramontare l'ultima trattativa concreta per il rilevamento del club neroverde è stato l'annuncio ufficiale dei fratelli Visani. Dopo la fase di approfondimento contabile ed esame della documentazione, i due imprenditori hanno confermato l'interruzione irrevocabile delle negoziazioni.
"L'interesse verso il Chieti era nato con l’obiettivo di costruire un progetto sportivo serio e sostenibile, all’altezza della storia del club e della passione della sua tifoseria", hanno spiegato in una nota ufficiale. I riscontri emersi con il supporto dei propri consulenti hanno però evidenziato "rilevanti criticità nella struttura dell’operazione proposta e l’assenza delle garanzie necessarie per affrontare l’investimento e assicurare solide prospettive al progetto". Di qui la scelta non più revocabile: "Abbiamo deciso di interrompere le trattative e di non procedere all’acquisizione. Si tratta di una decisione ponderata e definitiva, maturata con il senso di responsabilità che riteniamo debba accompagnare ogni impegno di questa natura".
Oggi è arrivato anche il comunicato dei calciatori che speravano in tutt'altro epilogo. La risposta dello spogliatoio teatino non si è fatta attendere e ha assunto i contorni di una dolorosa resa dinanzi all'evidenza dei fatti. In un documento congiunto diffuso dai calciatori neroverdi, la squadra prende atto del crollo dell'ultimo pilastro a cui era rimasta aggrappata fin dall'avvio della stagione.
"Quando abbiamo iniziato eravamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato. Sapevamo che la situazione economica e societaria non offriva garanzie", si legge nel comunicato dei giocatori. "Nonostante questo, abbiamo scelto di esserci con la speranza che potesse concretizzarsi l’arrivo di una nuova proprietà. Quella speranza è stata l’unica cosa a cui ci siamo aggrappati per tanto tempo. Abbiamo aspettato, resistito e continuato a fare il nostro lavoro".
L'esito negativo della pista Visani segna tuttavia il punto di rottura finale: "La notizia ci mette davanti a una realtà ormai impossibile da ignorare: non ci sono più le condizioni per andare avanti. Per questo motivo, ognuno di noi calciatori sarà costretto a prendere la propria strada, con la consapevolezza di aver fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità".
Nonostante la decisione di abbandonare il club a causa dell'assenza di prospettive, i tesserati garantiscono la presenza in campo per la sfida di questa domenica. Un gesto promesso per rispetto dei colori e dei tifosi che non hanno mai fatto mancare l'appoggio alla squadra.
"Domenica scenderemo regolarmente in campo. Lo faremo per rispetto di Chieti, della sua gente, della sua storia e soprattutto di quei tifosi che non ci hanno mai fatto mancare il proprio sostegno. Sarà il nostro modo di onorare fino all’ultimo questa maglia", si evidenzia nella nota.
Il messaggio rivolto alla piazza si chiude con espressioni di gratitudine e rammarico: "A loro, ai tifosi, vogliamo dedicare un pensiero speciale. Ci dispiace per come stanno andando le cose e per non poter dare continuità a un percorso nel quale abbiamo continuato a credere. Ce ne andremo con tanta amarezza, ma con la consapevolezza di non aver mai smesso di crederci. Chieti merita un futuro diverso, merita stabilità, ambizione e una società all’altezza della sua storia e della sua gente".




