“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Carlin Petrini, un ricordo di Raffaele Cavallo presidente onorario di Slow Food Abruzzo
Il fondatore del brand più famoso del Made in Italy è scomparso all'età di 76 anni
Isolare tanti ricordi dovuti a una frequentazione durata 25 anni è difficile per me.
Ne voglio citare tre. La prima volta che ho avuto piacere di ascoltare Carlin Petrini durante un Consiglio nazionale Slow Food era l'anno 2000. Io muovevo i primi passi nell’associazione. Eravamo a Bologna. Tratteggiò in quell’occasione e con un'intuizione geniale il nuovo progetto dei Presidi Slow Food che vide la luce in quello stesso anno al Salone del Gusto.
Poi nel 2007 un simpatico episodio durante un Consiglio nazionale svoltosi a Vasto quando mi rimproverò per non averlo portato a cena su un trabocco. Da ultimo, un ricordo più recente, quando a febbraio 2025 ci ritrovammo in Piemonte con comuni amici. Carlin era appena tornato da un viaggio a Londra, ospite di Carlo d'Inghilterra e, divertito, ci raccontò una serata memorabile trascorsa con il re.
Carlin è stato in Abruzzo in diverse occasioni, dal Consiglio Nazionale che ospitammo a Vasto nel 2007, al teatro Civitella di Chieti nel 2010. Dopo due anni, tornò a Castel di Sangro per l’incontro “Antichi mestieri, nuove opportunità” quando ricordò come “In una società nella quale l'imporsi di sfrenate politiche liberiste ha svuotato il senso del lavoro, le conoscenze e il savoirfaire legate all'artigianato e all'agricoltura rappresentano non solo validi strumenti sui quali basare l’attività lavorativa del singolo individuo, ma anche una prospettiva per intendere la realizzazione della collettività impostata sul riconoscimento del valore della cultura, del bello e del saper fare”. L’anno dopo, nel 2013, trascorremmo un’altra serata memorabile a Ortona parlando di “cibo e libertà”. Nel 2016, con Don Luigi Ciotti fu tra i protagonisti a L’Aquila, del Festival della Partecipazione. L’anno dopo tornò in Abruzzo a Bisenti per incontrare i produttori colpiti dal terremoto del Centro Italia del 2016-2017.
Tanti e straordinari sono stati poi i legami che Carlin ha coltivato per una vita con gli abruzzesi, e non solo con i fiduciari e il gruppo dirigente regionale.
Mi piace ricordare quelli con la famiglia Valentini, con Edoardo prima, che conobbe nel 1986, e con suo figlio Francesco; per arrivare al rapporto con Gianni Masciarelli che fu tra i primi a sostenere l'Agenzia di Pollenzo e le attività dell'Università di Scienze Gastronomiche. Per arrivare più di recente all’amicizia con i cuochi celebri di questa regione, a partire da Niko Romito che incoraggiò moltissimo quando lo chef tre stelle Michelin decise di avviare la sua Scuola alta formazione gastronomica. Un’amicizia fraterna lo ha poi legato a Peppino Tinari, alla moglie Angela, ai loro figli. Ogni volta che passava per Villa Maiella ricordava a tutti noi “di sentirsi bene come a casa”. Ma in assoluto, Carlin aveva uno straordinario legame con tutti i produttori che aveva conosciuto in tanti anni di militanza per tutti noi di Slow Food, erano la sua linfa e l’occasione di ragionamenti sempre nuovi.
Grazie Carlin per essere stato una guida e un amico.
Raffaele Cavallo
Presidente Slow Food Abruzzo dal 2006 al 2014
Segretario Slow Food Abruzzo dal 2014-2018




