Agricoltori a Montecitorio: «La mobilitazione continua»

Sichetti (CIA Abruzzo): «Servono risposte per tutti gli agricoltori. Il confronto con le istituzioni si misura dai risultati per le imprese»

Agricoltori a Montecitorio: «La mobilitazione continua»

«La nostra mobilitazione non si fermerà a Roma. Anche alla Regione Abruzzo chiediamo scelte chiare, risorse adeguate e risposte che riguardino tutti gli agricoltori. Non servono contentini per spegnere le proteste: servono condizioni che consentano alle aziende di continuare a produrre».

È il messaggio di Nicola Sichetti, presidente di CIA-Agricoltori Italiani Abruzzo, dalla manifestazione nazionale “I conti non tornano”, alla quale ha partecipato oggi a Montecitorio la delegazione abruzzese.

Al centro della mobilitazione, la sostenibilità economica delle imprese agricole: costi elevati, prezzi all’origine spesso insufficienti a remunerare il lavoro, instabilità dei mercati e rischi climatici sempre più difficili da sostenere. Una situazione che in Abruzzo attraversa viticoltura, olivicoltura, cerealicoltura e zootecnia, aggravando le fragilità delle aree interne.

«Agli agricoltori chiediamo di investire, innovare, creare occupazione, tutelare l’ambiente e garantire cibo di qualità – afferma Sichetti –. Ma questi impegni hanno un costo. Se il prezzo riconosciuto a chi produce non copre le spese e non lascia un reddito dignitoso, viene meno la possibilità stessa di mantenere aperta un’azienda. L’innovazione è necessaria, ma per investire occorrono reddito, liquidità e prospettive».

Sul fronte europeo, CIA contesta l’insufficienza delle risorse previste per la PAC dopo il 2027. Come denunciato dalla Confederazione nazionale, il quadro negoziale mantiene il riferimento a circa 294 miliardi di euro senza prevedere risorse aggiuntive per l’agricoltura. Preoccupano inoltre il rischio di rinazionalizzazione della politica agricola e la tenuta degli strumenti destinati ad affrontare le crisi.

Per CIA Abruzzo occorre difendere una PAC forte, realmente comune e autonoma, con risorse adeguate alle sfide produttive, ambientali e sociali. Alla tutela del reddito devono affiancarsi una gestione del rischio più efficace e condizioni di concorrenza eque.

«Non si può chiedere all’agricoltura di garantire sicurezza alimentare e presidio del territorio mentre si indeboliscono gli strumenti che dovrebbero sostenerla – prosegue Sichetti –. Quando chiude un’impresa agricola, il danno non riguarda soltanto il titolare: si perdono lavoro, produzioni, servizi e cura del territorio».

La mobilitazione proseguirà anche in Abruzzo, portando le rivendicazioni delle aziende al confronto con le istituzioni regionali.

«Le responsabilità non sono soltanto europee o nazionali – sottolinea il presidente –. Anche la Regione deve fare la propria parte. Non ci bastano interventi occasionali o risorse distribuite per placare il malcontento. E non possiamo considerare risolti problemi generali attraverso accordi di parte: ogni misura deve avere criteri trasparenti, rispondere a bisogni documentati e offrire opportunità eque alle imprese».

CIA Abruzzo ribadisce la disponibilità al confronto, chiedendo che agli incontri seguano impegni verificabili, tempi definiti e risultati concreti.

«Non si manifesta per ottenere qualcosa da sbandierare, ma per cambiare le condizioni di chi lavora – conclude Sichetti –. Il nostro obiettivo è difendere gli interessi degli agricoltori, senza distinzioni di appartenenza. Continueremo a portare le loro istanze nelle piazze e sui tavoli istituzionali. Perché senza reddito le aziende chiudono. E quando l’agricoltura arretra, perde tutto l’Abruzzo».