ANPI Giulianova: “Ritirare subito il contingente italiano in Medio Oriente"

L’associazione partigiana locale sostiene le dichiarazioni del presidente nazionale sulla missione “segreta” in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein e chiede al Governo di riferire in Parlamento

ANPI Giulianova: “Ritirare subito il contingente italiano in Medio Oriente"

La sezione ANPI “Riccardo Cerulli” di Giulianova esprime “pieno e totale sostegno” alle recenti dichiarazioni del presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Gianfranco Pagliarulo, sulla presenza di un contingente dell’Aeronautica Militare italiana a supporto delle Forze armate di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Secondo quanto denunciato da Pagliarulo, dal marzo 2026 opererebbero in quell’area aerei e armamenti della Difesa italiana “all’insaputa degli italiani e del Parlamento e persino delle sue Commissioni”, in un quadrante geopolitico “drammaticamente instabile” dopo l’ingresso ufficiale dell’Arabia Saudita in guerra contro l’Iran.  Per l’ANPI di Giulianova, queste notizie “destano profonda inquietudine” e comportano il rischio concreto che l’Italia venga “posizionata di fatto fra i paesi belligeranti”.

Il comunicato della sezione giuliese sottolinea che le dichiarazioni del presidente nazionale ANPI sono state “letteralmente ignorate dalla stampa, non per caso”, e che una missione di questo tipo “contrasta apertamente con i principi fondanti della nostra Repubblica e con l’articolo 11 della Costituzione”.  La norma costituzionale stabilisce infatti che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

L’ANPI ricorda che “la sicurezza nazionale non può essere messa a rischio attraverso concessioni logistiche o interventi militari non trasparenti”, richiamando anche le recenti ammissioni del Governo sull’uso delle basi italiane da parte dell’aviazione statunitense per azioni di attacco all’Iran, con ulteriori implicazioni per la sicurezza del Paese.

Di fronte all’“escalation bellica nella regione”, l’ANPI Riccardo Cerulli di Giulianova si unisce alla richiesta formale affinché il Governo “si presenti immediatamente in Parlamento per fare piena chiarezza su queste operazioni”.  In attesa di questo “imprescindibile confronto democratico”, l’associazione chiede “la sospensione immediata di ogni attività e il ritiro del contingente militare italiano dalle zone interessate”.


La posizione dell’ANPI locale è netta: “La via della pace e della diplomazia deve tornare a essere l’unico faro dell’azione internazionale del nostro Paese”. Una presa di posizione che, secondo i partigiani giuliesi, interpella non solo la classe politica, ma anche l’opinione pubblica e i mezzi di informazione, chiamati a non rimuovere il dibattito sul ruolo dell’Italia nei conflitti internazionali.