“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
ACLI Chieti: grazie a mons. Forte, benvenuto al Card. Gambetti
La Presidenza provinciale saluta l’arcivescovo uscente dopo 22 anni di episcopato e accoglie con gioia il nuovo pastore della Chiesa di Chieti-Vasto
La Presidenza provinciale delle ACLI di Chieti accoglie con gioia la notizia della nomina di S.Em. il Card. Mauro Gambetti a nuovo arcivescovo di Chieti-Vasto, destinato da Papa Leone XIV alla cattedra di San Giustino. Nel momento in cui si conclude il ministero episcopale di mons. Bruno Forte, le ACLI provinciali desiderano esprimergli il più sincero e caloroso ringraziamento per i ventidue anni di guida della Chiesa teatino-vastese.
In questo lungo cammino, sottolineano le ACLI, le associazioni hanno sempre sentito la vicinanza dell’arcivescovo uscente. Ricordano con particolare riconoscenza i tanti momenti condivisi, a partire dalla presidenza di tutte le Via Crucis dei Lavoratori, anno dopo anno: un appuntamento che, grazie alla sua presenza e alla sua parola, ha saputo tenere insieme la fede e la dignità del lavoro.
Al nuovo arcivescovo, il Card. Gambetti, le ACLI di Chieti rivolgono il più cordiale benvenuto, assicurandogli fin d’ora la propria filiale devozione e la piena collaborazione per la realizzazione del suo progetto pastorale, nella convinzione che la Chiesa e il mondo del lavoro possano continuare a camminare insieme al servizio delle persone e delle comunità del territorio.
«Oggi – dichiara il presidente provinciale delle ACLI di Chieti, Antonello Antonelli – il nostro pensiero va con gratitudine a mons. Forte, che per oltre vent’anni è stato per noi un padre, una guida e un compagno di strada, e che ha reso sempre più vivo e partecipato il nostro impegno al fianco dei lavoratori. Allo stesso tempo apriamo il cuore al Card. Gambetti, a cui offriamo fin da ora il nostro affetto, la nostra preghiera e il nostro impegno. A entrambi, ai due pastori che oggi si passano il testimone, va il nostro grazie e il nostro abbraccio».



