Volevano raggirarla col "trucchetto" del falso avvocato del nipote

Nei guai una coppia di napoletani nota alle forze dell'ordine. Avevano individuato la vittima sulla Strada Parco ma la donna la sapeva più lunga di loro

Volevano raggirarla col "trucchetto" del falso avvocato del nipote

COPPIA DI TRUFFATORI CAMPANI ARRESTATA DALLA POLIZIA. Due malviventi campani, noti alle forze dell'ordine per altri reati, sono stati arrestati dalla polizia di Pescara per una tentata truffa ai danni di una signora pescarese. Per tentare il raggiro avevano fatto ricorso al vecchio trucco del falso incidente stradale e fingendosi legali del nipote stavano cercando di convincere la donna, che era da sola a passeggio lungo la Strada Parco, a sgangiare del denaro per incassare un corposo assegno da 18mila euro. Ma la coppia non aveva fatto i conti con l'acume della donna che all'inizio sembrava fosse caduta nel trucchetto. Tanto più i due, per rendere più verosimile la messa in scena, avevano finto di chiamare al telefono il nipote, loro assistito, simulando una conversazione.

Per dare forza alla truffa i due avevamo mostrato l'assegno intestato ad una nota compagnia assicurativa e che per essere incassato necessitava, ovviamente, del saldo della loro parcella: cioè di circa 1600 euro.

A quel punto la signora che aveva già capito dove volevano andare a parare ha cominciato a digitare sul suo telefonino il numero del nipote e i malfattori si sono spaventati. e con una scusa si sono allontanati in tutta fretta.

A quel punto, avendo avuto la certezza del tentativo di truffa, ha chiamato la polizia che poco dopo ha individuato la coppia campana a bordo di un'automobile su Viale Bovio.

Dalla perquisizione è spuntato fuori l'assegno, risultato falso, ed altre prove del tenrativo di raggiro ai danni della donna. 

V. L. e C. C., queste le sigle dei responsabili peraltro già sottoposte in passato ad indagine dalla Procura di Trento, sono arrestati dalla Squadra Volanti per concorso in tentata truffa e, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, saranno sottoposti al Giudice per la convalida degli arresti e la celebrazione del Giudizio direttissimo. 

La polizia li ritiene responsabili di altri reati poichè un'altra signora aveva riferito alle forze dell'ordine, poche settimane prima, di essere stata avvicinata da qualcuno per questioni legati a suoi familiari.

Redazione Independent

mercoledì 29 aprile 2015, 15:04

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